Termina nei sedicesimi la missione europea, peggio che in Champions, quando il Napoli agli ottavi non seppe difendere il 3-1 dell'andata. Due anni, due infelici bilanci: Mazzarri sostiene che all'estero il suo gioco sia molto apprezzato, più che in Italia. I risultati non lo accreditano come l'ideale per gestire due fronti. Originale la decisione di dividere il Napoli su due piste: titolari in serie A, i precari in Europa. Inevitabile fu il ricorso a Cavani e Hamsik per superare almeno il girone.

Né gli è stato di aiuto il mercato di gennaio, che pure il tecnico ha molto apprezzato. Dei nuovi solo Rolando e Calaiò in campo. Grave appare il mancato acquisto di un centrocampista di qualità, evidente il grigiore che ravvolge ormai gli esterni Maggio e Zuniga oltre a Pandev e De Sanctis, un flop reinventare un modulo per tentare l'impresa. L'esclusione dalla Europa League ha acuito il dissenso dei tifosi, magari quelli che speravano di seguirlo almeno all'estero, non potendo in Italia. Il vento dell'Est porta altri veleni intorno ad una squadra chiamata a sfidare la Juve tra sospetti e rimorsi.

(La Repubblica - Edizione Napoli)