Se anche il Napoli, cioè la squadra che gioca il miglior calcio nel nostro Paese, esce sconfitto dal confronto con una squadra ucraina, delle due l'una: o siamo caduti - e stiamo cadendo - veramente in basso, o la nostra condizione complessiva (atletica, fisica, mentale) non è ancora al meglio e chissà mai quando lo sarà. 

Lo Shakhtar, che è di Donetsk, ma gioca a Kharkiv a causa della guerra nel Donbass, è un Napoli con maggiore qualità ed energia. Intanto in Ucraina il campionato è cominciato il 15 luglio, quindi è avanti di un mese. Poi - e non è poco - l'allenatore portoghese Fonseca ha messo in piedi un 4-2-3-1 infarcito di brasiliani europeizzati. Sia perché trattano la palla con proprietà e velocità, sia perché corrono con voglia e intensità per 96 minuti. Fonseca è un Sarri da esportazione: possesso palla continuo e attacco all'avversario dopo ogni riconquista realizzata. Come avrebbe detto il grande Petisso Pesaola: gli ha rubato l'idea. E - aggiungo io - l'ha messa in pratica meglio di chiunque altro. 

Ora è importante non fare confusione e lasciarsi prendere da ragionamenti viscerali. Il Napoli non è una squadra di ripartenza e, soprattutto, non è un avversario inferiore allo Shakhtar. Il problema, nella serata ucraina, sono stati gli errori individuali (clamoroso quello di Reina che ha regalato il 2-0) e la prestazione insufficiente di alcuni giocariori del centrocampo (Hamsik e Diawara più di Zielinski), oltre a un pressing poco o mal realizzato, soprattutto nel primo tempo. 

Sarri, nei prossimi giorni e sempre che il Napoli non si rifugi in qualche altro incomprensibile  silenzio stampa, dovrà spiegare l'esclusione di Mertens a beneficio di Milik. Non che il polacco abbia fatto male (ha segnato il rigore dell'1-2 e avuto la palla del pareggio all'82'), ma gli ingressi del belga (al posto di Hamsik) e, qualche minuto dopo, di Allan (per Zielinzki) hanno provveduto a cambiare la squadra. Sia dal punto di vista tattico (dal 4-3-3 al 4-2-3-1 con Callejon, Mertens e Insigne dietro a Milik), sia dal piunto di vista della reattività e dell'attacco alla porta avversaria. 

Ha sbagliato l'allenatore? La domanda è legittima, anche se non mi sento di far parte dell'accusa. Anch'io, al pari di altri, ho condiviso la scelta di Milik. Piuttosto non avrei tolto Jorginho per inserire Diawara. Quanto ad Allan ci si accorge della sua importanza solo quando non c'è. Questa volta, comunque, non solo Sarri ha cambiato, ma lo ha fatto anche a partita in corso, variando uomini e sistema di gioco. E se c'è un contributo che la sconfitta deve lasciare è proprio a livello tattico: il Napoli può essere meno prevedibile giocando con due soli centrocampisti e tre mezzepunte dietro a Milik. Certo, dovrebbe saltare Hamsik (i più indicati, in mezzo, sarebbero Allan e Jorginho), ma è un sacrificio al quale conviene pensare. 

Il Napoli ha cominciato male (14', gol di Taison dopo combinazione Srna-Ferreyra) e proseguito peggio (19', Reina salva su Taison lanciato da un retropassaggio sbagliato di Hamsik). La squadra è confusa, lenta, prevedibile e, quel che più conta, in ritardo su ogni palleggio avversario. Merito di Marlos, Bernard e Fred, ma colpa anche di un atteggiamento senza alcuna aggressività. 

Il Napoli sembra stanco per due ragioni. Perché sbaglia tanti palloni e perché è costretto a correre all'indietro. Le occasioni per pareggiare ci sarebbero anche, ma, in un caso, Milik è in fuorigioco; nell'altro, Insigne rientra sul destro e conclude, però Pyatov è bravo a deviare. Ci si domanda perché il Napoli non riesca ad attaccare come al solito. Il merito è dei giocatori ucraini che, una volta persa palla, sono rapidissimi a mettersi sotto la linea della stessa ottundendo gli spazi. 

Detto che Reina ci mette del suo nel raddoppio (58', cross di Stepanenko e colpo di testa di Ferreyra), Sarri rianima la squadra con l'inserimento di Mertens. Non a caso il rigore (70') lo procura lui che induce Stepanenko a un fallo vistosissimo, appena il belga mette piede in area. I venti minuti finali sono d'assalto e, proprio per questo, poco da Napoli. Se Ferreyra colpisce un palo di testa (80', punizione di Srna), gli azzurri accarezzano il pareggio prima con Milik (alto) e poi con Callejon, assist di Diawara, Pyatov respinge. Il pareggio non sarebbe stato immeritato, ma il vero Napoli è un'altra squadra.