A Bergamo al San Paolo: quattro gol subiti, uno realizzato e poche, pochissime conclusioni verso la porta. Due le sconfitte consecutive per il Napoli e l’ultima pone fine al record di Sarri, mai battuto tra le mura amiche. È l’allenatore a finire nel tritacarne per l’annosa questione Gabbiadini (praticamente nullo il suo apporto) e per la gestione dei cambi, forse discutibile. Sorprendente la scelta di inserire il “ripescato” El Kaddouri, preferito a Giaccherini, discutibile la scelta di affidarsi ancora a Jorginho, da tempo ombra di se stesso.

Ancora rimandati i reclamati esordi di Rog e Diawara, nonostante gli affanni della mediana. Oltre ai singoli il gioco, nettamente involuto e senza sbocchi. Merito anche di una Roma ben disposta in campo e letale nelle ripartenze veloci, gestite da Salah e Perotti. Ma sull’uno a due, quando Koulibaly ha riaperto una gara che sembrava chiusa, il Napoli non ha avuto più la forza e le idee per reagire, per provare quantomeno a pareggiare i conti.