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  • Napoli solo all'inizio

    Napoli solo all'inizio

    Il primo successo del Napoli dopo Maradona, fa impressione dirlo, è arrivato al termine di una stagione di grandissime illusioni (anche fondate, visto che negli ottavi di finale di Champions si è andati a un passo dall’eliminare il Chelsea futuro campione d’Europa) e di delusioni cocenti come il terzo posto in campionato sfilato dall’Udinese. E proprio per questo è ancora più bello, visto che se questo gruppo rimarrà insieme la quarta Coppa Italia della storia partenopea sarà solo l’inizio di un ciclo che almeno in Italia promette benissimo. La chiave è secondo noi questa: De Laurentiis è a uno o due giocatori dallo scudetto, il bilancio è in attivo (unico fra quelli dei grandi club italiani), a partire da Lavezzi tutti i giocatori scontenti hanno molto mercato e quindi con i soldi in mano possono essere rimpiazzati facilmente. Senza straparlare di ‘progetto’, dopo avere preso in mano il club in serie C mollare adesso sarebbe dal punto di vista sportivo un delitto. Difficile che le milanesi o le romane si rinforzino di molto, se parlano di acquisto low cost già a maggio, più probabile che lo faccia la Juventus se riuscirà a mettere le mani su un grande attaccante, in ogni caso per il Napoli l’entrata in pianta stabile nelle tre elette non dovrebbe essere un problema. Con conseguenti benefici finanziari ma soprattutto di immagine, perché una certa fascia di giocatori oltre ai soldi pretende la partecipazione alla Champions League e quindi in questo senso la stagione 2011-12 è stata buttata. Ma il futuro lavora a favore del Napoli, grazie anche a un lascito dell’era Maradona (si torna sempre lì, fra l’altro l’ultima Coppa Italia era stata vinta nel 1987 insieme allo storico primo scudetto) che De Laurentiis non ha mai sottovalutato, da conoscitore del mercato televisivo quale è: insieme alle tre grandi solite, il Napoli è la squadra italiana che raccoglie un numero di tifosi significativo anche fuori dal proprio bacino d’utenza geografico, oltre che all’estero. E non parliamo solo di napoletani emigrati, ma di simpatia raccolta un po’ in tutto il Sud Italia a prescindere dalle regioni. E’ impensabile che nel mondo del 2012 De Laurentiis si presenti a Barcellona con un assegno da 200 milioni di euro e compri Messi, ma per certi versi dalla rinascita e da questa Coppa Italia può nascere qualcosa con basi molto più solide di quella memorabile squadra degli anni Ottanta. Piena di ottimi giocatori, da Bagni a Careca, ma fondamentalmente identificabile con un fenomeno. Per questo pensiamo che la Coppa Italia sia solo un inizio. E peccato per quel gol di Ivanovic.

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