Lo stop inatteso alla trattativa Berenguer ha riaperto una vecchia questione in casa Napoli: perché ogni trattativa deve essere sempre così lunga, estenuante, con il rischio di arenarsi come è successo con il Torino e con Alex Berenguer? La risposta è parziale e lascia la porta aperta ad un nuovo e più profondo interrogativo. Il Napoli privilegia da sempre l'equilibrio di bilancio, che non permette di avere troppi ingaggi da sostenere, soprattutto in un momento dove c'è stata una forte crescita degli stipendi, dopo diversi rinnovi.

DIMENSIONE NAPOLI - La domanda che, allora, si pone è legata alla dimensione che il Napoli si vuol dare. L'obiettivo dello scudetto è stato dichiarato e ribadito. E se vuoi esser vincente devi provare a ricalcare modelli vincenti, quello delle altre grandi d'Europa. Il Napoli non ha il budget della Juventus, del Bayern Monaco o del Real Madrid. Ma, le differenze di fatturato contano poco in un affare da circa 7-8 milioni come quello che si sarebbe dovuto concludere con l'Osasuna. E l'idea, fatta filtrare, che il Napoli non abbia voluto stringere la presa, francamente, regge poco: non è un segreto che gli agenti di Emanuele Giaccherini si stanno muovendo da tempo per cedere il calciatore dopo l'input avuto dalla società. Così come non è un segreto che il Napoli aveva da tempo l'accordo con Berenguer e stava prendendo tempo con il club di Pamplona. Il piano era chiaro: aumentare il valore del Napoli con un calciatore superiore per caratteristiche ed anagrafe. Se vuoi dimostrare di esser un club che punta a vincere, allora inizi ad acquistare chi pensi che possa farti crescere: poi ci sarà modo e tempo per cedere.

DOGMATISMO - Così come, nel recente passato, l'eccessivo dogmatismo di Sarri non ha premiato ed è stato corretto, ora l'eccessiva ortodossia legata ai bilanci rischia di essere una deminutio di non poco conto per questo Napoli. Berenguer, è giusto sottolinearlo, non sposta gli equilibri di una stagione, non è il calciatore da 30 gol o un portiere che porta 10 punti a stagione. Ma, è uno step di crescita mancato quello che ha portato l'esterno di Pamplona a firmare col Torino nella giornata di oggi. Ed è uno step che il Napoli deve colmare al più presto se anche la società vuol esser pronta per il traguardo tricolore.