"E vabbé, però il Napoli gioca bene". "Però non butta mai la palla". Di commenti di questo genere ce ne sono ancora, ma il castello del bel gioco costruito da Sarri sta tremando nelle fondamenta. Il Napoli è ancora incensato da opinionisti e allenatori (ultimo Di Francesco), ma sembra più un'inerzia della passata stagione che un aspetto convinto. Primo perché il bel gioco è divertimento, e quando non si vince nessuno si diverte. Secondo, perché questo bel gioco (che innegabilmente c'è) sta diventando un'arma a doppio taglio.

Ora che il Napoli fa fatica in attacco e difesa, resta con in mano questo palleggio a centrocampo che lascia la squadra azzurra irrisolta. Non c'è un inizio e una manovra: la velocità dello scorso anno non c'è più. I movimenti sono sempre quelli: un "copia incolla" che a volte lascia sorpresi. Vero che contro il Sassuolo il Napoli (soprattutto nel primo tempo) ha verticalizzato di più, ma non lo ha fatto bene. Quattro giocatori che si buttano avanti, senza allargare gli spazi per cercare un inserimento valido. Senza attaccante, del resto, è l'unica soluzione. Gabbiadini, che non ha giocato bene, ha allargato lo spazio per Insigne, che ha trovato il gol. Poteva essere una soluzione tattica anche nelle fasi più avanzate della partita, ma poi Sarri lo ha tolto nella ripresa. Falso nueve o non falso nueve: non si è capito se questo modulo convince l'allenatore.

Napoli senza identità, stanco di un modo di giocare sempre uguale, che sbatte nell'incapacità di chiudere le partite e che sta perdendo troppe occasioni. Palleggio a centrocampo ripetuto sull'uno a zero, poi la voglia di fare ancora gol spingendosi troppo in avanti. Sarri poteva proteggere il vantaggio mettendo Diawara al posto di Allan, magari, e creando uno scudo davanti alla difesa. O più semplicemente arretrare un po' la linea della difesa, aspettare il Sassuolo e ripartire. I tre piccoletti lì davanti sono adatti, ma Sarri neanche ci pensa. Palleggi continui e squadra in avanti. Puntuale arriva il gol alla prima occasione per gli avversari. Un regalo dopo l'altro, e il "Guardiola di Figline" sta perdendo sempre più consensi. Con l'Inter l'opportunità di far capire che chi sbaglia non è certo lui.