Celebrarsi, nella vita e soprattutto nel giornalismo, è un mero esercizio di vanagloria che serve a far cessare le riflessioni, a cancellare la possibilità d'immaginare quello che può accadere domani e, quindi, perdere la possibilità di analisi, decisiva per arrivare ai grandi traguardi. Scrivemmo e mettemmo in discussione Reina, parlammo di un mercato appena sufficiente per provare a vincere lo scudetto prima del nuovo infortunio di Milik. Il “L'avevo detto” ha in questo momento un'importanza minore dello zero: c'è la necessità di guardare avanti con un raziocinio assoluto in casa Napoli. In particolare alla luce dei due tweet arrivati poco fa dalla società: “Dagli esami effettuati alla clinica Pineta Grande, per Milik è emersa la possibilità di una soluzione chirurgica. Milik sarà valutato domani a Villa Stuart dal professor Mariani”. La valutazione di Mariani riguarda, in maniera quasi scontata, i legamenti. E gli interventi ai legamenti ti fanno perdere una stagione, in modo altrettanto scontato.

DUE PROBLEMI, ZERO SOLUZIONI - Al momento non c'è certezza sull'entità dell'infortunio di Milik, chiaro è che domani a quest'ora Sarri e qualche milione di tifosi del Napoli sperano di tirare il classico sospiro di sollievo. Non dovesse esser così, il tecnico sarà chiamato ad un'altra magia. Perché se il responso su Milik fosse, invece, quello che ti cancella il sorriso, allora Sarri dovrebbe inventarsi dal nulla un nuovo Mertens, un'altra soluzione alternativa per il ruolo di prima punta. Perché ci sono 20 gare di qui al termine dell'anno solare e non si può immaginare che le giochi tutte il belga. Lo stesso Sarri ha più volte sottolineato come la fortuna sia stata determinante per ritrovarsi in casa uno dei migliori bomber d'Europa anche in modo sorprendente, ma la buona sorte bacia gli solo audaci. Audacia che ci sarebbe stata nell'acquistare subito un attaccante, non cedendo Pavoletti e Zapata e lasciando Inglese al Chievo almeno fino a gennaio. Ounas, con appena 24 minuti ufficiali, non può esser considerato un calciatore pronto per ricoprire un ruolo di così vitale importanza nell'economia del gioco partenopeo.

Poi, c'è l'altro tema, quello legato all'estremo difensore: la punizione di Viviani, ieri contro la Spal, ha seriamente minato la possibilità di striscia vincente e di primato in classifica. Reina ha preso gol sul suo palo su un tiro non irresistibile. Tra Shakhtar, Lazio e Spal siamo già a tre gare in questo avvio di stagione dove non è stato all'altezza del ruolo di portiere per una squadra che punta ai massimi obiettivi. Anche in questo caso è mancata la lungimiranza per andar subito a concretizzare obiettivi individuati come Leno o Rulli. Sepe e Rafael non rappresentano alternative che ti lasciano pensare che la tua titolarità possa esser a rischio: se poi si aggiunge che Reina resta un calciatore in scadenza e che da gennaio sarà libero di accordarsi con altri club per il suo futuro ci sono elementi probanti tali da dedurre che tra i pali De Laurentiis ed i suoi dirigenti non hanno perseguito la giusta politica.