Una campagna acquisti con più dolori che gioie, due sconfitte in due partite, tre gol subiti in modo poco edificante e un attacco da un solo gol fatto che senza Balotelli stenta a decollare: questo Nizza non può far paura al Napoli. La squadra di Sarri ha tutto per avere la meglio di quella di Favre, a patto che non ci metta del suo, confermando le virtù del recente passato, ma stando attenta alle sue fragilità.

CONTINUITA' - Se il Napoli ha scelto una politica di attendismo e conservazione per il suo mercato, è stato anche per arrivare pronto a questo appuntamento. Stessi uomini e stesso tecnico per ripartire dalle stesse certezze e virtù. Il rischio però è che se non cambi, non cambino neanche i difetti. Gli stessi della passata stagione che abbiamo rivisto nel precampionato. Sarà pure calcio d'agosto, ma archiviare così la problematica sarebbe riduttivo, proprio perchè le medesime disattenzioni difensive le avevamo viste e riviste nella passata stagione. Sarri lo sa, non a caso stamattina, di domenica, ha guidato seduta specifica con i difensori. Preparare la partita, si, ma soprattutto tenere alta la guardia dei suoi. Tutti sulla corda per evitare complicazioni.

IL PRECEDENTE - Nessun regalo al Nizza dunque, come quello concesso al 41' di Napoli-Athletic Munian tre anni fa che costrinse il Napoli a dover fare l'impresa, poi non riuscita, nel ritorno in terra basca. La gara del San Paolo riveste un'importanza fondamentale e Sarri dovrà convincere i suoi del fatto che, tenendo alta la soglia della concentrazione, hanno tutto per vincerla e per stravincerla. Attenzione e cattiveria agonistica che non solo rivestiranno un ruolo chiave nell'ottica di non subire gol pesanti, ma anche nel concretizzare la mole di gioco creata. Un altro dei vizi capitali di questa estate del Napoli è infatti da riscontrare nella mancata capitalizzazione delle tante, nitide, occasioni create. Evidente l'esempio dell'amichevole con il Bournemouth, ma anche nell'ultima esibizione, contro un Espanyol sin troppo remissivo, la sensazione lasciata è stata quella di non aver raccolto abbastanza. 180 minuti da giocare al cento per cento dell'intensità per dare un senso a un campionato da 86 punti, per rimpinguare le casse societarie e per non guastare l'armonia e l'entusiasmo che sogna lo scudetto. Questi alcuni dei motivi per i quali non superare questo turno preliminare, checché se ne dica, sarebbe una tragedia sportiva.