La Juventus non regala nulla ed abituarsi a vincere sempre e comunque è la sfida delle antagoniste, Napoli in testa. L'aspetto della mentalità, su cui tanto ha lavorato Sarri negli ultimi mesi, ha visto crescere a dismisura il potenziale della sua squadra, e per cullare il sogno scudetto è indispensabile che la crescita continui, senza passi falsi. Per la terza di Serie A gli azzurri ritrovano il Bologna, avversario contro cui sono riusciti a dare il peggio ed il meglio di sè nei primi due anni della gestione Sarri, con la consapevolezza di non poter sbagliare. 

IL DOPO SOSTA - Nei valori non c'è storia, ma il Napoli si affaccia a questa sfida con qualche incognita. La prima palesemente relativa agli impegni sostenuti in settimana dai 13 nazionali a spasso per l'Europa e per il mondo. Spiccano i 180 minuti per Insigne, con tante energie nervose spese, come il doppio impegno africano per Ghoulam. Doppia partita di grande importanza anche per capitan Hamsik Hysaj, ma hanno giocato anche KoulibalyMertensZielinski Milik tra gli altri. Sarri ne sta tenendo conto, memore di diverse partite steccate in passato nel dopo sosta, così come dovrà tener conto anche dei prossimi impegni: 7 partite in 22 giorni, da qui al primo di ottobre, con all'orizzonte anche il debutto in Champions League. Mercoledì, in Ucraina, in una gara che contro lo Shakhtar potrebbe già essere molto indicativa per il passaggio del turno, sul campo di quella che sulla carta è la terza forza del girone.

TURNOVER - Riflessioni che dovranno influenzare le scelte di Sarri, ma fino ad un certo punto. Lo ha dimostrato il Real Madrid: per quanto qualitativo possa essere un organico, e quello dei blancos è il più competitivo al mondo, rivoluzionare troppo l'11 titolare può portare a spiacevoli sorprese. Come è stato, nel caso del madridismo, in occasione dell'1-1 interno contro il Levante. Perfetta invece finora la gestione Sarri, quella messa in atto nel primo mini ciclo infernale con il Napoli impegnato a dividersi tra il debutto in campionato ed il Play-off di Champions contro il Nizza. 3 cambi al massimo, qualcun altro a gara in corso. Al massimo uno in difesa e in attacco, anche due se necessario a centrocampo, dove Hamsik, per la prima ora, gioca sempre, e dove per gli altri due posti si può anche andare al sorteggio, tranquilli di non sbagliare. Vedi Napoli-Atalanta, ed il contributo dato dai centrocampisti teoricamente non titolari. Proprio l'agente di capitan Hamsik in settimana aveva ammesso di come questo tipo di gestione sia accettata di buon grado dallo slovacco. Tutto concordato con il tecnico, a testimonianza di un gruppo che lo seguirebbe anche in capo al mondo. Contro il Bologna potrebbero dunque riposare un terzino, difficilmente un centrale con Albiol che è rimasto a Castelvolturno e Koulibaly che ha giocato una sola partita con la nazionale, saltando quella dopo per squalifica; inoltre potrebbero variare uno o due centrocampisti ed un uomo d'attacco. Qui il grande dubbio: sulla carta, potrebbe essere Insigne quello che ha speso di più, ma a lui, anche per l'interpretazione del ruolo a livello tattico, Sarri non rinuncia mai volentieri. Con Callejòn fresco allora, è testa a testa Mertens-Milik, con il belga che può spaccare la partita anche giocando soltanto gli ultimi 20 minuti e con il polacco a cui, in questa fase della sua carriera dopo il lungo stop, una partita in più può solo essere una manna dal cielo... altro che stanchezza.