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  • 'Pronti per lo scudetto', o forse no... E' sempre Sarri contro De Laurentiis!

    'Pronti per lo scudetto', o forse no... E' sempre Sarri contro De Laurentiis!

    • Marco Giordano
    Da Aurelio De Laurentiis a Walter Sabatini, da Lorenzo Insigne a Laurent Blanc: tutti credono alla possibilità del Napoli di vincere lo scudetto. Tutti, tranne forse chi ha reso questo Napoli così bello, così forte da esser considerato competitivo per il titolo. “Veniamo da un terzo posto e ci sono due club come Milan e Inter che stanno facendo un mercato molto importante. È una enorme ca***ta credere che siamo favoriti, c’è gente che ci tira in mezzo con la stampa napoletana che ci cade dentro fino ai piedi. Il nostro mercato non ha stravolto la squadra. Se tutto va bene, siamo gli stessi dell’anno scorso e quindi abbiamo due squadre davanti. In più ci sono le due milanesi: una sta facendo un mercato eclatante e l’altra ha preso il miglior direttore sportivo italiano e il miglior allenatore italiano”: con queste parole pronunciate a fine ritiro, Maurizio Sarri ha dato una scossa ed ha riaperto il dibattito che ci si porta dietro da inizio mercato: basta questo Napoli, così come è, per battagliare per lo scudetto.

    IL SARRI PENSIERO - Seguendo il ragionamento fatto da Sarri, la logica conseguenza dovrebbe essere: se i valori dello scorso anno hanno portato il Napoli al terzo posto e se il Napoli è lo stesso dello scorso anno, allora significa che il Napoli parte per difendere la posizione conquistata lo scorso anno dall'assalto di due formazioni, quelle milanesi, che stanno provando, con strade diverse, a ridurre il gap con chi le ha precedute nella scorsa stagione. Anche perché è stato lo stesso Sarri a puntualizzare che i margini di crescita della sua squadra sono molto più complessi da raggiungere rispetto al recente passato. Così, se con la prima parte del ragionamento viene messo in discussione il teorema: 'pronti per lo scudetto' con il secondo si discute delle possibilità di crescita dei vari Zielinski, Diawara, Rog che con un anno in più di Napoli avrebbero dovuto, secondo un comune sentire, dare un apporto maggiore. E si esclude anche il quid pluris che dovrebbe arrivare da Milik e Maksimovic (quasi 70 milioni d'investimenti in due) che nel 2016/2017 hanno solo fatto capire quali potenzialità possano avere e che in questa stagione dovrebbero, invece, consacrarsi.

    CONTRAPPOSIZIONI INTERNE - Certo, non sarà contento De Laurentiis se avrà captato le stesse sensazioni dalle parole di Sarri: la distanza di vedute tra il patron ed il suo allenatore al momento esiste ed è tangibile. E sono bastate le parole di Sarri ed un pareggio il 22 luglio in amichevole con il Chievo ad abbassare la temperatura dell'entusiasmo. In una città che quasi si sentiva lo scudetto sul petto, da qualche ora (e basta frequentare social o media legati al Napoli per averne immediata percezione) sembra che si sia rotto l'incantesimo che voleva i tifosi contenti della squadra senza acquisti roboanti, è stata la cessazione (forse momentanea) di una rivoluzione culturale nel calcio italiano: del calciomercato ci interessa poco, vogliamo solo sostenere questo gruppo. Basta aggiungere un dettaglio: sono già rispuntati i messaggi rivolti ad Aurelio De Laurentiis del tipo “Ogni anno ci manca sempre qualcosa per vincere lo scudetto e tu non provvedi”. Insomma, c'è chi è già passato alla certezza opposta, che anche quest'anno il Napoli non sarà competitivo per il tricolore. Un calmiere all'entusiasmo può far solo bene rispetto ad inutili fughe in avanti che possono anche lacerare la concentrazione in vista del fondamentale impegno ferragostano ai preliminari di Champions.

    POMPIERE E CASSANDRA - Ma, oltre al pompiere, Sarri non vorrebbe anche travestirsi da Cassandra. Lui l'ha fatto capire che il Napoli non è suo ma di De Laurentiis. Lui allenerà la squadra che gli metterà a disposizione il suo presidente. Ma questo non gli fa smettere di pensare. Ed il suo pensiero dimostra come a Sarri qualche acquisto in più e di alto livello non dispiaccia. E dargli torto, nel giorno delle visite mediche di Bernardeschi alla Juventus, sembra impresa piuttosto complessa. 

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