Le nazionali tolgono, le nazionali, a volte, risparmiano. Via InsigneMertens Callejòn per gli impegni con le rispettive selezioni, mentre l'Algeria ha deciso di lasciare a Castel Volturno Adam Ounas, soltanto in pre allerta in caso di necessità. Due settimane piene al cospetto ed al servizio di Sarri, senza l'ingombrante presenza di quei tre: adesso non può non accorgersi di lui.

COMPARSA - L'ex Bordeaux l'aveva dichiarato in estate, fresco di firma con il Napoli: "So che parto inizialmente come riserva di Callejòn, ma proverò a ritagliarmi il mio spazio". Sapeva dunque che sarebbe stato difficile, forse però, non fino a questo punto. 77 minuti in 18 partite stagionali, e lui non era arrivato a fine agosto come Rog l'anno prima, ma ha svolto tutto il ritiro con la sua nuova squadra ed il ruolo di vice-Callejòn spesso lo ha anche perso proprio a beneficio del croato che gioca sempre meno nella sua posizione naturale e sempre più in quella di esterno destro. Fino a questo momento, Adam Ounas è costato al Napoli 130mila euro per ogni minuto di impiego. Acquisto prospettico, è vero, e quei 10 milioni investiti in estate in futuro potrebbero essere benedetti come i 10 a testa che il Napoli nel 2013 spese per Mertens Callejòn. Ma non basta, e non serviva Chievo-Napoli per dimostrarlo: non si può vincere un campionato senza alternative nel reparto offensivo, a volte neanche una partita.

COPERTA CORTA? - Il Napoli di alternative in attacco sapeva di averne qualcuna in meno della Juventus e forse anche della Roma già in partenza, in più il nuovo infortunio di Milik, non preventivabile, ha aggravato ulteriormente la situazione. In estate era stato scelto di lasciar partire Pavoletti e Zapata prendendo un esterno in più che potesse rappresentare la terza via, con Mertens che all’occorrenza poteva tornare largo per far spazio a Milik al centro qualora dovesse riposare uno tra Insigne e Callejòn come prima soluzione. Ma adesso Milik non c’è e quei tre non possono giocarle tutte. Che a Sarri piaccia o no, è il momento di Ounas. “Un ragazzo con qualità importanti, ma che tatticamente è un libro da scrivere” ha dichiarato di recente il tecnico azzurro. Un commento forte, considerando che intanto siamo a novembre e che i mesi di apprendistato per il franco-algerino sono già 4. Ma anche qualora Ounas non riuscisse ad essere in grado ne adesso ne mai di ripetere a memoria gli stessi movimenti dei tre tenori, cosa per altro verosimile e plausibile, non si può continuare ad ignorarne la crescita e la candidabilità, anche perché adesso le alternative scarseggiano per davvero. A Sarri avrebbe fatto sicuramente più comodo avere il suo Douglas Costa o il suo Bernardeschi al posto del giovane ex Bordeaux, ma la dimensione del Napoli è questa e se l’arma in più del suo gruppo oggi può rispondere al nome di Ounas, il tecnico panchina d’oro dovrà servirsene il più ed il meglio possibile. Il caso Ghoulam insegna, il pari di Verona pure: l’insidia è dietro l’angolo e bisogna avere più fiducia di tutti, perché poi da un giorno all’altro la fiducia può divenire forzata. Che sia a causa di un grave infortunio, di un raffreddore, o di una giornata poco brillante dei migliori interpreti: con 18 uomini, Sarri disse si può fare anche un colpo di stato. Ma con 11 o 12, aggiungiamo noi, è impensabile di arrivare fino in fondo al campionato. Qualche giorno fa Nainggolan ha detto che la forza della Roma di questo periodo sta nel fatto che Di Francesco riesca a far sentire importanti tutti gli uomini a sua disposizione ed in virtù di questo, tutti rispondono presente quando chiamati in causa. Gli “altri” giocatori del Napoli, Ounas in testa, potrebbero dire lo stesso?