La consapevolezza che sia l'anno buono per provarci c'era già nel ritiro di Dimaro, dai momenti del patto scudetto sancito alle pendici delle Alpi, con calciatori che si sono decurtati le loro lussuose ferie per ascoltare un toscano di origine partenopea fin dai primi giorni di luglio che cercava la sublimazione della sua idea di calcio e la trasposizione della stessa su un terreno di gioco. È soprattutto psicologico lo step che ha fatto il Napoli, è la voglia di vincere a tutti i costi quella che scorre nelle vene dei calcitori e che sta cambiando l'inerzia di una Serie A forse vicina al vedere chiuso il monopolio bianconero. Non solo per merito del Napoli, di una squadra che fa sette su sette in campionato e che in stagione fa 10 vittorie in 11 gare ufficiali. Ma anche per le potenzialità di Inter e Roma che, rispettivamente, a 2 e, potenzialmente, 3 punti dalla vetta hanno la consapevolezza di poter dire la loro fino al termine della stagione.

IL PLURALISMO FA BENE. Come in democrazia, quando ci sono tante voci autorevoli, il dibattito è aperto, migliora la qualità della discussione e favorisce anche la possibilità che a vincere non sia sempre la stessa forza. Una forza, quella della Juve, che ha dimostrato di avere qualche punto debole, di non aver più (almeno per il momento) la solidità di sempre. 5 gol subiti in 5 gare sono gli stessi del Napoli. Quella di Sarri, però, è una macchina perfetta che con i 25 gol realizzati in 7 partite ha segnato un nuovo record per il campionato italiano: nessuno mai aveva chiuso le prime sette gare a 21 punti e con questa mole di reti realizzate. Inoltre, 3 delle 7 vittorie sono state anche completate con il cosiddetto “clean sheet”, ovvero a porta inviolata, aspetto determinante per capire la crescita di questa squadra.

LA GESTIONE ATTIVA. Al netto delle polemiche sulla VAR e sugli episodi, Massimiliano Allegri ha ben spiegato ciò che non ha funzionato nella Juve ieri sera e ciò che invece nel Napoli sta girando perfettamente. Dopo aver trovato il vantaggio, una grande squadra deve saper gestire, ma deve essere una gestione attiva: una circolazione veloce della palla, tendere a far stancare gli avversari senza per questo prendersi rischi, quello che è riuscito al Napoli col Cagliari in scioltezza, quello che ha tolto i primi due punti stagionali alla Juve a Bergamo. È un aspetto fondamentale per arrivare in fondo con le energie giuste e fiaccare la resistenza mentale e fisica di chi ti sta di fronte. La gestione attiva riesce ad esser applicata solo se si mette in campo anche la giusta mentalità, altrimenti la gestione diventa sufficienza e subisci gol. Come alla Juventus vista a Bergamo.