E’ il primo caso che verrà registrato in Italia come gesto di amore universale. Amore per la dignità umana, per l’inutilità del dolore, per la volontà personale e persino di quello per la vita contro la morte anche se ,paradossalmente, a vincere sembra essere stata la seconda. 

E’ accaduto a Montebelluna, nella laboriosa e genuina terra del Trevigiano luogo natale per molti campioni dello sport e in particolare del bomber mai dimenticato Aldo Serena. E’ successo il giorno prima della festa di San Valentino, giorno degli innamorati. Un uomo di settant’anni, Diego Bettain, malato da cinque di quella terribile malattia che si chiama Sla e che, drammaticamente, riporta la memoria di tutti gli appassionati di calcio alla figura del povero Borgonovo

Diego Bettin, conosciuto e amato dai suoi compaesani come il macellaio principe della zona, non ce la faceva più. Cosciente del suo stato irreversibile, consapevole della fine atroce che lo attendeva e sempre ben presente a se stesso in quella sua immobilità innaturale seppure religioso convinto ha chiesto e ottenuto di avviare il protocollo necessario per quel viaggio definitivo che viene chiamato “dolce morte” e che nei Paesi socialmente e civilmente più progrediti rappresenta una pratica assolutamente usuale. La sua ferma ostinazione e il placet della moglie hanno così consentito allo staff medico e paramedico di una struttura sanitaria privata di operare in tal senso. 

Diego Bettin è stato “addormentato” in maniera graduale e sempre più profonda fino a quando la sua “anima” non si è separata dal corpo e, dolcemente senza alcuna sofferenza fisica, ha preso il volo. Una storia, questa, che non implica ulteriori commenti a corredo ma soltanto una riflessione. Finalmente anche in Italia un gesto di grandissima pietas umana e di immenso amore universale. L’amore che, come scrisse il sommo Dante, muove il sole e l’altre stelle.