-2 giorni alla scadenza delle otto settimane di trattativa esclusiva definita con l'advisor finanziario Bgb Weston, ma l'esito difficilmente sarà positivo: il Milan non rifinanzierà con il fondo Highbridge il debito da 303 milioni di euro contratto con Elliott, altro fondo d'investimento statunitense. Ieri la conferma delle sensazioni negative da parte dell'Ansa, oggi Carlo Festa de Il Sole 24 Ore analizza la situazione nel dettaglio.

IL NODO - La proposta di Highbridge sarebbe la stessa presentata in precedenza da Goldman Sachs a Merrill Lynch: disponibilità a rifinanziare il debito del Milan (due bond da 70 e 50 miioni circa quotati a Vienna e sottoscritti da Elliott con scadenza ottobre 2018) mettendo a pegno le attività del club; Highbridge però non sarebbe disposta a rifinanziare i 180 milioni di Rossoneri Sport, per il quale non basterebbero le azioni del Milan a fare da garanzia ma ne servirebbero ulteriori personali sul patrimonio di Yonghong Li, sul quale non esistono riscontri precisi. A questo si aggiungono ulteriori necessità di cassa: 50 milioni circa di interessi per Elliott, più altri 50 per la gestione del club. Il prestito necessario così salirebbe ad almeno 400 milioni di euro.

DUE SOLUZIONI - La prossima settimana dunque l'ad rossonero Marco Fassone partirà per la Cina e incontrerà il presidente Li Yonghong e l'executive director Han Li, con i quali analizzerà la situazione. Secondo quanto filtra, scrive Festa, non sarà accettata la proposta di Highbridge ma si cercheranno altre soluzioni per rifinanziare con sei mesi d'anticipo il debito con Elliott. Due le strade percorribili: "avviare un negoziato con un altro fondo americano speculativo oppure quello di provare ad emettere un mega-bond, come quello da 300 milioni che ha collocato l’Inter".