C'era un tecnico che, preso il posto di Baroni in Serie B, lanciò Lucas Torreira Pescara. C'era un tecnico che, in quei playoff, dopo una sola partita in regular season, sfiorò la Serie A, ma una traversa di Melchiorri fermò il sogno. O meglio, lo alimentò. Sì, perché la stagione successiva, la A arriva, eccome se arriva: gol e spettacolo, le prodezze di Gianluca Lapadula, le geometrie di Torreira Verre, la solidità di Campagnaro Mandragora, le sgroppate di Caprari. E la mano, la sua, quella di Massimo Oddo. Il calcio più divertente in Serie B due stagioni fa (parola di Galeone, il padre calcistico di Allegri), il calcio più perdente, e preso in giro, la scorsa. Ora, il tecnico abruzzese, si sta riprendendo tutto. Con gli interessi

MAI UNA VITTORIA - Alla sua prima stagione in A, l'ex terzino di Lazio, Milan e Bayern Monaco non ha vinto nessuna partita sul campo, ma ha regalato emozioni e divertimento: pareggio in casa col Napoli al debutto, vittoria a tavolino nella trasferta di Sassuolo e, fino al 77esimo, 1-0 sull'Inter grazie a Jean Cristophe Bahebeck. Da lì, da quel gol subito da Icardi, al quale ne segue un altro al 91esimo, il discorso si interrompe, il filo si spezza, le certezze naufragano tra cambi modulo (il 4-3-2-1, marchio di fabbrica, si trasforma in un 4-1-4-1, 3-4-2-1 e in un 3-5-2), cambi giocatori, una tifoseria che si deprime e un presidente che, il 24 febbraio, decide di esonerarlo. Ora il discorso è ripreso, eccome se è ripreso.

RINASCITA IN FRIULI - Il 21 novembre, Oddo, riprende quel discorso interrotto l'11 settembre: la famiglia Pozzo lo sceglie per rialzare un'Udinese che in campionato non brilla, colleziona sì i punti necessari per raggiungere la salvezza ma non riesce a mettere in vetrina giovani, talenti e prototipi di top player, filosofia che sta alla base della sopravvivenza friulana. Ed eccolo, quel tecnico abruzzese, che coi giovani sa stare, pronto a rimettersi in gioco: via il suo 4-3-2-1, in soffitta il 4-3-3/4-4-2 di Delneri, dentro il nuovo 3-5-2. Subito un ko, contro il Napoli, poi 5 vittorie su 5: cadono, in sequenza, Crotone, Benevento, Inter, Verona e Bologna. 2 vittorie in casa, 3 in trasferta, con lo scalpo prezioso della squadra di Spalletti, a San Siro, fino a quel momento imbattuto. Ah, senza dimenticare lo spettacolo in Coppa Italia, con quell'8 a 3 contro il Perugia. Con i 3 punti, arrivano i gol di Lasagna e Barak, Widmer che ritorna super, Larsen che si mette in luce e De Paul che dà continuità al suo enorme talento. Gol, spettacolo, giovani e vittorie: quello che vuole Oddo, quello che cercava l'Udinese. C'era una volta un allenatore che stupiva. Eccolo, è ritornato. 

@AngeTaglieri88