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  • Ora i cinesi facciano la rivoluzione: via tutti i Galliani dal Milan e dal calcio

    Ora i cinesi facciano la rivoluzione: via tutti i Galliani dal Milan e dal calcio

    • Stefano Agresti
    Il momento è dunque arrivato, la storia è fatta: Berlusconi non è più padrone del Milan, se ne va il presidente più vincente nella storia del calcio (non solo del nostro). In questo momento è giusto riconoscergli tutti i suoi straordinari meriti, che non sono solo i trionfi ma anche la strada scelta per ottenerli: quando è arrivato lui, trent’anni fa, eravamo il Paese del catenaccio, in pochi mesi diventammo i più grandi produttori di spettacolo.

    Ma stavolta non è stata fatta solo la storia del Milan, bensì anche di tutto il nostro calcio perché le due società di Milano sono, da ieri, in mano a proprietari cinesi. Chiamatela globalizzazione, se vi pare, o più semplicemente povertà della nostra imprenditoria e della nostra economia di fronte all’Oriente. Di sicuro niente sarà più come prima, quando gli scudetti se li giocavano i Berlusconi, i Moratti e gli Agnelli: si sono salvati solo questi ultimi.

    Certo un po’ di nostalgia ci viene se ripensiamo a una quindicina d’anni fa, quando le tre famiglie di cui sopra erano padrone del calcio europeo. Osservando però le ultime cinque stagioni del Milan, crediamo che i tifosi rossoneri non possano che essere sollevati: non pensiamo che i cinesi possano fare peggio. E non solo in termini di risultati e di entità degli investimenti, ma anche di scelte: lo scempio tecnico che ha combinato Galliani in questo lustro è sotto gli occhi di tutti, così come la sua scarsa capacità di programmare e la sua disponibilità a trattare solo con pochi selezionati amici, tipo Raiola o Preziosi (chi ci segue sa che non cominciamo oggi a denunciare tutto questo).

    Ora non ci resta che confidare nella rivoluzione cinese. Nel senso che i nuovi proprietari - del Milan, ma anche dell’Inter - hanno le armi per rilanciare i club milanesi e non solo quelli. Possono infatti contribuire anche a mettere la parola fine alla gestione disastrosa del calcio italiano da parte delle istituzioni, la Lega (soprattutto) e la Federazione. Liberino il Milan da Galliani e liberino tutto il movimento dai Galliani, dai Lotito, dai Beretta; si alleino con la parte sana e positiva dei nostri dirigenti; ci tolgano di mezzo maneggioni e politicanti assortiti. Certo, prima di intervenire dovranno capire come funziona questo giocattolo inceppato. Facciano in fretta, però: non c’è tempo da perdere.

    @steagresti

     

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