Un terzo posto al Mondiale Under 20 con tanto di Scarpa d’Oro e ora la Juventus. Riccardo Orsolini, una volta terminate le vacanze, partirà coi bianconeri per il ritiro estivo. Sarà Massimiliano Allegri a decidere il suo futuro. Lo stesso Orsolini, accostato a Bologna e Genoa, ha parlato a Tuttosport in ottica mercato e non solo: “La Scarpa d’Oro è nella mia cameretta in bella mostra. Gli amici vogliono vederla. Pensate che non dovevo nemmeno partire. Invece poi partita dopo partita ho preso fiducia. Se non ci fossimo salvati con l’Ascoli sarebbe stato un problema invece la salvezza è arrivata e non sono riuscito a trattenere le lacrime, ringrazierò sempre l’Ascoli”.

I PARAGONI - “Messi e Aguero capocannonieri del Mondiale Under 20? Fa davvero strano andare a vedere i capocannonieri e scorgere questi mostri sacri. Anzi, per me è uno stimolo a dare sempre di più. Il paragone con Robben? Sono lusingato ma io devo pensare a fare… Orsolini, non Robben. Devo lavorare ancora molto, non sono nessuno e ho ancora tanta strada da fare. Guai a montarsi la testa. E poi il mio obiettivo è rendere orgogliosi i miei genitori. Il mio modo di giocare è puro istinto, non so spiegare. La testa mi dice: ‘Mo gli faccio tunnel’ e succede. Inoltre, quando guardo la Champions cerco di imparare dai big”.

LA JUVE - “È un onore essere stato acquistato dalla Juve lo scorso gennaio: è un punto di partenza, non d’arrivo. Uno stimolo a dare tutto me stesso in ogni situazione. Sarò fuori casa per la prima volta, sarà una nuova avventura che spero mi porti fortuna. Spero in un risultato simile a quello ottenuto al Mondiale Under 20 visto che anche questa si trattava di una prima volta, non ero mai uscito dall’Europa. Darà il massimo per convincere Allegri, uno degli allenatori migliori d’Europa. Dovrò farmi un mazzo così anche in fase difensiva. Ma se si adatta e si sacrifica uno come Mandzukic, figuratevi se non devo farlo io”.

MERCATO - “Napoli e Chelsea sulle mie tracce? A gennaio si era parlato tanto di me ma ho scelto la Juve, insieme al mio agente Di Campli, dopo aver parlato coi dirigenti: hanno un progetto importante con i giovani. La chiamata di Zanetti? Ho un bel ricordo di quella chiamata. In un’intervista avevo detto che stavo leggendo il suo libro e che lo ammiravo perché aveva costruito la sua carriera sul lavoro e sul sacrificio. Allora mi ha telefonato ma ora spero di incontrarlo dopo una partita magari per commentare qualche ‘scherzetto’ fatto in campo contro l’Inter…”.