News su messenger! Ricevi gratis tutte le notizie della tua squadra!

Ecco il nostro pagellone dell’ottava giornata di serie A, che si è conclusa ieri sera.

10 SPALLETTI. Ha vinto alla grande la sfida con Sarri, benché la sua Roma fosse minata da assenze importanti (Strootman, Peres) e da nobili acciaccati (Nainggolan alla fine faticava a stare in piedi). Ha avuto coraggio, ha conquistato un successo fondamentale: dopo tante critiche (meritate), ora i giustissimi applausi.

9 MONTELLA. Ha trascinato il Milan al secondo posto proprio alla vigilia della sfida con la Juve: chi l’avrebbe mai detto? Il segreto: aver fatto scelte normali, senza inventarsi alcunché; ognuno nel suo ruolo, in fondo non è necessario voler stupire per dimostrarsi bravi. Preziosissimo il recupero tecnico di Paletta.

8 LJAJIC. Due gol stratosferici per trascinare il Toro vicino alla vetta. E pensare che arriva da un lungo infortunio… Confermate le sensazioni che ci ha sempre trasmesso: calciatore dalle qualità enormi, se avesse sempre la testa collegata ai piedi sarebbe conteso tra i più ricchi club d’Europa. Bravi Cairo e Mihajlovic ad averlo portato in granata.

7 DYBALA. La punizione con la quale raggiunge l’Udinese è un colpo d’altissima scuola. Con fenomeni del genere, la Juve può anche giocare male: alla fine, non può che vincere.

6 DA COSTA/IMMOBILE. Duello feroce tra il portiere del Bologna e il centravanti della Lazio: Ciro ci prova in ogni modo, il brasiliano si oppone fino al 96’ arrivando ovunque. Poi si arrende a un rigore che non c’è, ma che regala alla Lazio un pareggio equo. Un testa a testa spettacolare, che nessuno vince. O che forse vincono tutt’e due.

5 CROTONE. Le aspettative non erano elevate, il mercato è stato dimesso, il fatto di non avere ancora giocato nel proprio stadio è penalizzante. Un punto in otto giornate, però, è davvero poco. Troppo poco.

4 FIORENTINA&SOUSA. Non si piacciono da gennaio, quando la società non rafforzò la squadra come il tecnico chiedeva. In estate ci sono state altre scintille, l’ambiente ha perso l’entusiasmo che il portoghese trasmetteva l’anno scorso (quando aveva portato i viola in vetta alla classifica). La verità è che, quando non si va d’accordo in modo così evidente, è meglio separarsi prima. Perché è meno doloroso.

3 GABBIADINI. Fallisce clamorosamente la prima prova da titolare come centravanti del Napoli in sostituzione di Milik. Forse quello non è il suo ruolo, forse non ha la personalità per sopportare una simile responsabilità in un grande club. Di sicuro i dubbi su di lui ora sono tanti.

2 NAPOLI. Ha deciso di non prendere un centravanti svincolato dopo l'infortunio di Milik, il primo test (importantissimo) fa pensare che la scelta sia sbagliata. E’ giusto che a Gabbiadini venga concessa un’altra chance, poi si dovrà eventualmente riflettere se e come intervenire. Perché l’errore probabilmente sta a monte, nelle scelte estive sul nome del centravanti di scorta.

1 ICARDI. Come si muove, sbaglia. L’autobiografia (ma a ventitré anni si può scrivere un’autobiografia?) è inaccettabile nei termini, nei tempi, nei contenuti. Poi qualche tifoso esaspera i toni, e non va bene, ma lui si impegna per provocarne la reazione.

0 INTER. Incredibile che nessuno abbia letto quel libro prima che andasse alle stampe. Malgestito il caos successivo, quando si è sposata la linea degli ultrà con una convinzione eccessiva. La società nerazzurra non merita niente più che zero: ma in fondo, messo accanto all’uno di Icardi, sembra un 10.

@steagresti