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  • Palermomania:| Leggermente in apnea

    Palermomania:| Leggermente in apnea

    Mentre Zamparini disegna su carta il progetto del 'lacrimatoio' per la Juventus - verrebbe simpaticamente da dire 'senti chi parla' - si intrecciano commenti più o meno cerchiobottisti sulla partita di mercoledì sera. La squadra di Delneri ha raschiato il dna della Vecchia Signora, gettando sul pesantissimo campo del 'Barbera' qualche scaglia di orgoglio. Un mix di pancia e cuore, ma di idee se ne sono viste pochine. 'Lancia Krasic e prega' non sarebbe un motto molto lontano dalla realtà. Giustificare la sconfitta con l'errore - marchiano - di Morganti significa gettare fumo negli occhi e lacrime nel futuribile lacrimatoio serigrafato da Zamparini.

    Quanto al Palermo, è evidente che molti giocatori hanno i garretti consumati. In troppi, specialmente Cassani, Balzaretti, Migliaccio e Nocerino, tirano la carretta da inizio stagione. Non perché Rossi sia uno scemo integralista, piuttosto le seconde linee non danno le stesse garanzie dei titolari. Speculando sul doppio vantaggio maturato in venti minuti, contro la Juve i rosa hanno vinto senza convincere, come di rado succede. E per nulla a caso, considerate le caratteristiche da squadra champagne. Per cuocere la Juventus, bastava ripartire in contropiede - la Roma ne sa qualcosa -, ma nel secondo tempo il Palermo non ne aveva la forza.

    Migliaccio, una delle pietre angolari del gruppo, ha parlato fuori dai denti: 'Siamo stanchi, abbiamo fatto poco turnover. Per i nostri obiettivi siamo in pochi'. È dalla partita col Brescia dello scorso 22 gennaio che il Palermo arranca. La velocità di esecuzione e i ritmi forsennati per lunghi tratti sono un ricordo un po' sfumato. Due interpreti fondamentali, Bacinovic e Ilicic, sono 'in letargo', per dirla alla maniera di Rossi. Fuori dalla bonaria ironia, l'allenatore intendeva che il campionato sloveno in questo periodo è fermo, e forse i due ex Maribor risentono del cambio di abitudine.

    Ad ogni modo, vincere soffrendo non è una vergogna, anzi. Su queste pagine più di una volta abbiamo auspicato successi risicati, strappati di sciabola e non soltanto di fioretto. E se il Palermo è diventato uno spauracchio delle big e continua ad accarezzare i piani altissimi della classifica, buona parte del merito è di Rossi: il maestro Delio guida una truppa unita che sa bene cos'è il gioco del calcio. Prima di andare via dalla Sicilia, Ballardini disse a Zamparini che senza di lui il Palermo sarebbe finito in B. Opinabile. Modernizzando il pensiero, cosa ne sarebbe oggi del Palermo senza Rossi? Chissà che tra qualche mese il lacrimatoio non serva ai tifosi rosanero.

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