Saranno Cristiano Ronaldo, Lionel Messi e Manuel Neuer i tre finalisti dell'edizione 2014 del FIFA Pallone d'Oro. Per il portoghese vincere il premio vorrebbe dire confermarsi il miglior calciatore del mondo anche quest'anno, dopo il trionfo della passata edizione, quando arrivò primo lasciandosi alle spalle lo stesso Lionel Messi e il francese Frank Ribery. Manuel Neuer, invece, alla sua prima candidatura al premio, è considerato un autentico e insidiosissimo outsider: sono pochissimi i portieri che nella storia del trofeo sono arrivati tra i finalisti (l'unico a vincere fu Lev Jasin nel '63, ma tra i candidati figurano anche Ivo Viktor, portiere del Dukla Praga, classificatosi terzo nel '76, Oliver Kahn, estremo difensore del Bayern Monaco, arrivato terzo sia nel 2001 che nel 2002 e Gianluigi Buffon, giunto secondo nel 2006 alle spalle del connazionale Cannavaro). Il portiere del Bayern Monaco, fresco vincitore del Mondiale con la Germania, farà di tutto per strappare il premio agli altri finalisti. Il terzo, invece, sarà Lionel Messi, l'attaccante del Barcellona che quest'anno ha infranto tutti i record e che si candida a vincere il suo quarto pallone d'oro. Ed è proprio da quest'ultimo che vogliamo partire per analizzare le prestazioni in questo anno solare, spiegando tutti i motivi per cui dovrebbe essere proprio La Pulce argentina il vincitore.

2014, L'ANNO DEI RECORD - Spesso il nome di Messi è stato affiancato alla parola record, ma è nel 2014 che l'attaccante argentino ha riscritto la storia di questo sport. Il 22 novembre scorso, grazie alla tripletta rifilata al Siviglia, è diventato il miglior marcatore della storia della Liga, arrivando a 253 reti e superando Telmo Zarra, storico attaccante dell'Athletic Bilbao degli anni '40-'50. Tre giorni più tardi, con altri tre gol, cancella il primato di 71 reti in Champions League che apparteneva alla leggenda del Real Madrid Raul e si issa a quota 74. Quello che più sconvolge della carriera e dei numeri strabilianti messi in mostra dal numero 10 argentino, è la grandezza delle sue imprese rapportata all'età del giocatore: appena 27 anni. Il 2014, per Messi, è stato l'anno della consacrazione tra i più grandi di sempre nella storia del calcio. Nonostante una stagione sottotono dal punto di vista fisico e atletico, il giocatore ha saputo rendersi protagonista non solo in maglia blaugrana (con cui è arrivato a giocarsi il titolo nazionale fino all'ultima giornata, in una stagione che non era partita nel migliore dei modi), ma anche con quella albiceleste della nazionale argentina, con la quale ha raggiunto la finale nel Mondiale in Brasile, persa poi 1-0 ai supplementari contro la Germania. La Pulce, con Di Maria, si è fatto carico dei compagni e ha trascinato l'Albiceleste fino all'ultimo atto, sfiorando l'impresa 24 anni dopo il successo dell'Argentina di Maradona a Messico '86. Una prestazione sopra le righe che non è passata inosservata nemmeno agli organizzatori del torneo, che al termine della competizione gli hanno assegnato il Pallone d'Oro del Mondiale.

PREMIAZIONE - Messi, dunque, arriverà alla cerimonia di premiazione con un palmares di tutto rispetto, ma soprattutto con un ultimo record vicinissimo da abbattere: il muro dei 77 gol eretto da Raul come miglior marcatore di sempre in tutte le competizioni europee. Messi per il momento rimane a quota 76 (75 in Champions League, uno in Supercoppa Europea), con una media di 0,8 gol a partita in Europa. Difficile, a questo punto, pensare che qualcun'altro, più dell'argentino, si meriti il premio, se a vincere deve essere il giocatore più forte tecnicamente dell'ultimo anno solare. La sorpresa Neuer e il rivale di sempre Ronaldo dovranno inchinarsi ancora una volta al 10 blaugrana, che, vincendo il quindo Pallone d'Oro diventerebbe il giocatore più premiato della storia del calcio a livello individuale.