Correva il 2004. La Grande Jugoslavia di "Piksi" Stojkovic era un rimpianto ancora fresco nei Balcani, la giovane nazionale macedone scendeva in campo contro l'Olanda. La stella di Goran Pandev iniziava a brillare. Da allora il paese è cresciuto a passo svelto e il giovane attaccante si è fatto uomo, contribuendo con i suoi gol a portare in alto i colori del popolo macedone, fino a dipingere di rosso e di giallo il prato del Bernabeu. 

Era la sera del 22 maggio 2010, e nella piazza principale di Strumica - città natale di Pandev - una stella commemorativa celebra la data del trionfo in Europa di quel suo figlio prediletto. Goran è rimasto lo stesso, semplice, con quel residuo di capelli che non demorde e la battuta sempre pronta. Non dimentica le sue radici. A Strumica il senso di comunità è forte , ne è chiaro esempio l'Accademia Pandev, fondata proprio nei giorni del triplete. 

Un serbatoio importante per la nazionale, dato il talento che in queste terre fiorisce insieme alle contraddizioni. I "brasiliani dell'est" li chiamavano. Oggi c'è Nestorovski, l'Inzaghi di Macedonia, e Alioski che pare una molla. Un toro sulla fascia come Ristovski e Bardhi, dribbling e tiro secco, una vivacità che vagamente rimanda a Luka Modric. E poi quel diavolo di Pandev, fosforo e classe.

E nel progetto dell'Accademia che prende forma sono coinvolti tutti i suoi più vecchi compagni di viaggio, tutti che si farebbero in quattro per Goran, e lui per loro. Quindici allenatori e alcuni scout lavorano in maniera capillare su più di mille ragazzini, selezionati con cura in ogni angolo del paese e non solo: sono le giovani speranze di Macedonia. Occorre anticipare la concorrenza, ci pensa Jugo l'amico di sempre, che ha "occhio", come si usa dire nel calcio. E il calcio è una cosa seria da quelle parti, tanti i progetti che ruotano intorno all'Accademia. A breve sarà completata una struttura all'avanguardia per ospitare le squadre, un nuovo campo di allenamento, il ristorante, la palestra e il museo di Goran Pandev, con i cimeli di una carriera meravigliosa.

All'Accademia si fa con parsimonia ma poi non manca niente. I materiali, gli ultimi gps, tornei internazionali, anche “il Viareggio” dove si sono messi in mostra i migliori talenti. 

E da quest'anno la prima squadra, raggiunta la serie A, subito si è rivelata una sorpresa: seconda dietro lo Skendja, che ha tutt'altro budget. Il goleador è il nazionale Lupce, suggeritore Sasko; a centrocampo il giovane Atanasov, già nel mirino nerazzurro. E poi 4 stranieri. Uno è italiano, proviene dalle giovanili della Fiorentina, Giulio Grifoni. È stato proprio Pandev a scommettere su lui.

Si fa come si può e senza eccessi, però c'è fame di calcio a Strumica e passione, grande passione. Molta viene da Goran, un uomo tutto d'un pezzo come si usava dire un tempo, "un uomo ad esempio" come si usa dire in Macedonia.