Calciomercato.com

  • Pareggite Juventus, in calo la benzina?

    Pareggite Juventus, in calo la benzina?

    Qualcosa scricchiola in casa Juventus. Le certezze di Antonio Conte non sono più così definite, e l'ammissione di Marotta a fine gara non può che far preoccupare. "Abbiamo limiti atletici", ha spiegato il direttore generale dei bianconeri indicando come causa del calo attuale quello che fino a poco tempo fa era il punto di forza della squadra.

    SI CORRE MENO - Marotta ha ragione. La Juventus corre meno di due mesi fa, quando il pressing costante dell'intera squadra rendeva impossibile le ripartenze degli avversari. Ora i centrocampisti accompagnano meno l'azione (vedi Marchisio, e ieri non c'era Vidal) e sugli esterni la proiezione offensiva non è più continua come in passato. E in questo senso anche il 3-5-2 non sembra aiutare. La realtà è che - dopo tante partite - comincia ad affiorare la stanchezza: Lichsteiner, giusto per fare un esempio anche se se ne potrebbero fare tanti altri, è al massimo da settembre ed è normale che stia affrontando un periodo in cui la lucidità viene meno.


    MANCA UN IBRAHIMOVIC. ANCHE SE DEL PIERO... - E con lo svedese intendiamo un "campione". Il Milan ce l'ha, la Juventus no. Ha tanti buoni giocatori, ma in attacco non ha a disposizione un fuoriclasse del calibro di Ibrahimovic. E i campionati difficilmente si vincono senza campioni. Se poi il giocatore destinato a portare la qualità là davanti (Mirko Vucinic) continua a vivere alti e bassi preoccupanti è normale che a risentirne sia tutta la squadra. In realtà un "Ibrahimovic" Conte lo avrebbe anche: si chiama Alessandro Del Piero, ma in questa stagione il campo l'ha visto pochissimo. Nel finale contro il Chievo il capitano della Juve ha provato a fare qualcosa, ma è difficile pretendere la "Luna" da un giocatore (37enne) che vede mai il campo. La "qualità" di cui Conte ha parlato in alcune occasioni al termine delle partite della Juventus c'è: ma è sempre in panchina.

    MIRACOLO - E' vero, la Juventus non era partita per vincere lo Scudetto. Ma adesso che i bianconeri sono lì è giusto che ci provino. E continuare con la storia del "miracolo", del "tutti ci davano al 6°/7° posto" non aiuta a crescere: la Juventus è squadra che deve puntare in alto, soprattutto quando in alto già c'è. Meglio le dichiarazioni di Conte quando pungola l'orgoglio dei suoi giocatori e puntualizza gli errori della squadra. "Serate come questa mi fanno capire che facciamo fatica - ha detto il tecnico della Juventus - abbiamo messo tanta generosità nel primo tempo, volevamo spaccare il mondo ma abbiamo rischiato ripartenze clamorose che non sono da noi. Potevamo vincere, e dovevamo vincere". Per il momento arrivano invece un sacco di pareggi, già 12 fin qui: non si perde, ok, ma con i 3 punti il pari equivale a una sconfitta. Se poi tutti queste mezze-battute d'arresto arrivano in casa, allo Juventus Stadium dove i bianconeri sarebbero sempre dovuti partire con l'"uomo in più", allora c'è davvero qualcosa su cui riflettere.

    BARZAGLI SI E' FERMATO - Fin qui non aveva perso nemmeno un minuto. Conte lo aveva mandato in campo in tutte le partite giocate dalla Juventus, e sempre per novanta minuti. Il difensore bianconero è stato sostituito per un problema al polpaccio e nel pomeriggio di oggi si sottoporrà a esami più approfonditi per valutare la reale entità dell'infortunio. La speranza - per Conte e la Juve - è quella di non dover rinunciare a Barzagli per troppo tempo. La difesa con lui aveva trovato l'equilibrio giusto: e con Bonucci non è la stessa cosa.




     


    Altre Notizie