Abbiamo segnalato diversi giocatori che si stanno mettendo in luce in Sudamerica e in Nord America ma vale sicuramente la pena azzardare anche una Top 5 di calciatori asiatici, giovani e sicuramente interessanti, che si stanno mettendo in luce. Il calcio asiatico, con i suoi estremi geografici, dal medio oriente all’estremo oriente passando per l’immensa Cina, l’Indocina e cadendo giù fino in Australia, è un serbatoio davvero significativo. Lo dimostrano anche i recenti investimenti di società come la Aspire, capitale di maggioranza con sede a Dubai, che ha raccolto numerosissimi giocatori da Vietnam, Thailandia, Indonesia e Cambogia per le sue accademie. Il livello del calcio asiatico è indubbiamente cresciuto moltissimo, lo dimostrano i successi imprevisti di alcune nazionali, soprattutto giovanili, e il tendenziale rialzo nelle classifiche Fifa. Ma a dispetto di questo miglioramento così consistente al momento solo sei-sette giocatori risultano essere d’interesse sui circa cento nomi che compaiono tra le tendenze del mercato. 

Il n.1 è Sittichok Phaso, ragazzo thailandese di soli 18 anni che si è già messo in luce tre anni fa nella Under 17 del suo paese: trequartista, un talento straordinario con la palla tra i piedi e una grande sfrontatezza nel cercare sempre il dribbling o l’assist a sensazione. Sittichok ha esordito nel campionato thailandese a soli sedici anni e dopo pochi mesi ha fatto le valige per andare in prestito in Giappone, al Kagoshima, il cui tecnico Yasutoshi Miura lo aveva visto in azione in Thailandia. Il Kagashima è un laboratorio dello Shimizu S-Pulse e il ragazzino di Samut Prakan, splendida città nell’estremo nord del golfo di Thailandia, è una scommessa da seguire con attenzione. Esile, magrissimo e di velocità straordinaria ha qualità davvero prodigiose, tutte da dimostrare in campionati pesanti e ambienti stressanti come quello europeo. 

I coreani hanno appiccicato immediatamente, forse anche troppo presto sulle spalle del 17enne Kim Jung-Min l’etichetta del nuovo Ki Sung, giocatore dello Swansea che di anni ne ha 28 e sicuramente ha avuto un impatto positivo nel calcio inglese per tutto il movimento asiatico. Ma i due giocatori sono piuttosto diversi: Kim è un play che gioca nella parte avanzata del campo, è un atleta calmo, riflessivo, estremamente attento e che raramente sbaglia passaggio. È bravo a offrire la palla in profondità: ha già esordito in prima squadra nel Guiangju, altro elemento di similitudine con Ki Sung, stesso club. Se manterrà questa stessa applicazione può diventare un key-player.  

Anche Mohamed Soltani Mehr (per gli amici solo Imar) ha esempi pesanti con cui confrontarsi: i giornalisti iraniani in lui hanno visto il nuovo Javad Nekounam, vale a dire il calciatore più forte della storia del loro paese. Imar, 17 anni, tesserato per il Saipa ma visionato lo scorso anno dal Chelsea, è un altro centrocampista tattico più votato all’offesa che alla difesa. Ha due piedi sontuosi che vanno di pari passo con la testa: è elegante, tempestivo e quando è necessario sa farsi deciso con tackle di grande efficacia. L’Iran non da ieri sta producendo giocatori di grande interesse: lui è sicuramente il più interessante di tutti. 

Alberto Zaccheroni ha lanciato in nazionale giapponese giovani di estremo interesse e in Cina, quando lo scorso anno si è ritrovato ad allenare per sei mesi il Gouan, la cosa per la verrà ricordato di più è stato l’esordio di Shan Huanhuan che a soli sedici anni fece il suo esordio nella China Super League: “È un giovane di estremo interesse – disse Zaccheroni – posso solo dire che avrà un grande futuro”. Zaccheroni se ne è andato dalla Cina e di Shan si sono perse le tracce: il ragazzo, forse spinto un po’ troppo velocemente dal suo agente, non ha rinnovato il suo contratto con il Gouan di Pechino e al momento sta attendendo offerte che non arrivano. Ma ha talento da vendere.

Il cognome è un bel biglietto da visita, Nakamura: ma non c’è alcun legame di parentela con Shunsuke, d’altronde i Nakamura professionisti del calcio in Giappone sono almeno tre dozzine. Nessuno di loro però come Shunta ha segnato 23 gol nel campionato Under 12. Era un record che resisteva da 31 anni… il ragazzo è cresciuto più di testa e di piedi che di fisico (è 1.65 per poco più di 55 chili) ha ampliato il suo raggio d’azione puntando tutto sulla velocità. Splendido il suo tocco a seguire, velocissimo il dribbling, sempre secco, prima della conclusione a rete: vede il bersaglio e tira con grande forza. Sta finendo le scuole superiori ed è l’indiscusso principe della Aomori Yamada: poi arriverà l’università, ingegneria (Shunta ha le idee chiare), ma anche il primo contratto da professionista con il Kashiwa Reysol

@Stefano_Benzi