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  • Pippo Russo: Report e i mali del calcio

    Pippo Russo: Report e i mali del calcio

    Un enorme grumo d’interessi circonda il calcio globale e risulta sempre più difficile da sciogliere. Questa è la realtà illustrata ieri sera su Rai 3 da Report, nella prima puntata della nuova serie. La puntata era in preparazione da settimane, e un giorno prima della sua messa in onda è giunto lo spunto d’attualità che ha reso ancora più pressante il tema: l’arresto di Andrea Baroni, componente della società luganese Tax and Legal, nonché consulente di soggetti di peso in questa fase storica del calcio italiano. Soggetti che si chiamano Infront, cioè il vero padrone del calcio italiano, e Bee Taechaubol, il broker thailandese tuttora in trattativa con Silvio Berlusconi per l’acquisizione del 48% del Milan. L’arresto di Baroni è lo sviluppo clamoroso di un’inchiesta giudiziaria che due settimane fa era stata anticipata da La Repubblica, e che dallo scorso weekend ha avuto impressa un’accelerazione. Ciò ha messo Milena Gabanelli e i suoi nelle condizioni di rivedere lo schema della puntata per tenere conto dell’attualità. Non una deviazione molto rilevante, invero. Perché i nessi tra Fifa e Infront esistono eccome, a partire dai Blatter nonno e nipote. Da una parte c’è la banditesca gestione del pallone mondiale, messa nelle mani (e nelle fauci) di una combriccola di squali per i quali il calcio giocato è sempre stato l’ultima delle preoccupazioni. Dall’altra, un soggetto che ha concentrato il potere assoluto sul calcio italiano prima di passare sotto controllo di un player cinese, e di cui finalmente si sta occupando l’authority antitrust.

    Che puntata è stata quella confezionata da Gabanelli e dalla sua squadra? Sicuramente una puntata che ha fatto discutere. I commenti sui social network lo testimoniano, per quantità e varietà. Ci sono stati quelli da tifoserie organizzate, che quando c’è di mezzo il pallone sono immancabili e forse è giusto che sia così. E ci sono stato quelli di chi si aspettava qualcosa di più, maggiori approfondimenti sui singoli temi. Mi pare che questi siano i commenti più meritevoli di attenzione. Soprattutto perché indicano una richiesta di maggiore copertura informativa e analitica sulle implicazioni extracalcistiche del calcio. C’è evidentemente un pubblico di appassionati di calcio che chiede di fare luce sugli aspetti meno narrati del national pastime italiano. E si tratta di un pubblico esigente. Tenuto conto di ciò, bisogna rispondere all’altro interrogativo: davvero la puntata di Report andata in onda ieri sera non ha approfondito abbastanza i temi?

    Rispondo a questa domanda con un’altra domanda: sarebbe bastata una puntata di durata doppia, per affrontare in modo esauriente la gamma dei temi che sono stati toccati ieri sera? Onestamente, penso di no. La parte della puntata dedicata al calcio (cioè, circa i due terzi) è andata via veloce, con un ritmo coerente e grazie alla costruzione di una trama capace di tenere insieme vicende apparentemente distanti, come quella relativa agli appalti gonfiati della Rai. Non credo che in quel lasso di tempo si potesse fare più e meglio di così. Ma si tratta di un’opinione personale, e vale quanto quella di chi sostiene che la puntata mandata ieri in onda da Rai 3 sia stata superficiale.

    Piuttosto, bisogna interrogarsi su altro. E chiedersi perché mai il calcio, sia nella sua dimensione nazionale che in quella internazionale, sia diventato un campo di tale opacità da risultare difficilmente raccontabile non per una puntata, ma un’intera serie stagionale di Report. Basterebbero tre puntate per raccontare Infront dalle sue origini? O per sviluppare tutte le implicazioni dello scandalo Fifa? Per non dire di tutti gli altri temi che meriterebbero di entrare in agenda: dal doping ai capitali opachi che si muovono intorno al calcio, dal problema del match fixing al business degli stadi privati, che rischia di trasformarsi in un nuovo terreno di speculazione ai danni dei club e delle tifoserie. Non si finirebbe mai di selezionare i temi, né di cominciare a raccontarli. Ieri Report ha fatto compire un passo avanti rispetto alla consapevolezza sul ruolo che Infront ha nel sistema del calcio italiano, un’operazione che fin qui era stata limitata all’azione di giornalisti attenti e coraggiosi come Fulvio Paglialunga (LEGGI QUI). Comunque la si voglia vedere, è stato vero servizio pubblico.

    @pippoevai

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