La Lotus come il Milan. Ma anche come l’Inter e tante, tantissime altre aziende italiane e non. Tutte con un denominatore comune, avere nuovi padroni cinesi. Che piaccia o no, è l’effetto di un mercato sempre più globalizzato, dove la ricerca di capitali spinge questo o quell’imprenditore alla ricerca di soldi in paesi più o meno vicini, più o meno conosciuti. 

Certo è che pensare ad un marchio come Lotus, da sempre sinonimo di bellezza, affidabilità, prodotti di alta qualità ed esclusivi, in mano ai cinesi fa strano. Perché, soprattutto in Italia, “cinese” è spesso un aggettivo utilizzato per definire “brutta copia”, oppure “oggetto di bassa qualità” e così via.

La cosa interessante sarà capire come risponderà ora il mercato. Il nuovo proprietario è il Zhejiang Geely Holding Group, gruppo automotive a livello globale che possiede diversi brand, con operazioni che interessano la catena intera del settore automobilistico, dalla ricerca, sviluppo e progettazione alla produzione, vendita e assistenza. Fondata nel 1986 da Li Shufu, ancora oggi presidente della società e uno degli uomini più ricchi nella repubblica popolare con un patrimonio personale di circa 10,1 miliardi di dollari, Geely Holding ha lanciato la sua attività automobilistica nel 1997 e ha sede a Hangzhou, in Cina. Il gruppo comprende tre attività: Geely Auto Group, Volvo Car Group e Geely Commercial Vehicle Company. I suoi marchi includono Geely Auto, LYNK & CO, Volvo Car, Polestar, la London Taxi Company, Yuan Cheng Auto, Proton (49,9%) e appunto Lotus Group (51%).

Il gruppo ha acquistato la quota di maggioranza di Lotus (51%) per 65 milioni di dollari da Etika Automotive, azienda automobilistica malese ora socia al 49%. L'obiettivo sarà ridare slancio alla Casa di Hethel, che negli ultimi anni ha soltanto riproposto modelli da anni già in gamma per mancanza di fondi, proprio come fatto con Volvo negli ultimi sette anni. 

Che cosa sia Lotus è inutile dirlo. Uno dei marchi che ha scritto pagine indelebili della storia dell'automobilismo e del motorsport (79 Gran Premi vinti e sette titoli mondiali in Formula 1). Azienda fondata da Colin Chapman nel 1952, negli anni dei trionfi nel Circus venne ribattezzata "la Ferrari d'Inghilterra". Ha sempre fatto della leggerezza applicata alle vetture un mantra. Mai, infatti, sono uscite dallo stabilimento di Hetel hypercar incredibili, ma sempre vetture sportive dal peso ridottissimo. L’inizio del declino nel 1982, con la morte dello stesso Colin Chapman. La Proton, azienda malese, acquistò il brand nel 1994. 

Ora questa nuova sfida, con due chiari obiettivi da parte di Geely: rendere Lotus un brand globale, capace di vendere in tutto il mondo (e allo studio pare già esserci un primo SUV); e sfidare Tesla nella produzione di auto sportive elettriche.