Rinunciare a 13 milioni di euro all'anno di stipendio per tentare l'avventura nella Dakar, la gara rallystica più famosa e più dura al mondo. Sembra eresia e invece è tutto vero: protagonista indiscusso André Villas-Boas, al secolo Special Two, già assistente di José Mourinho in tante occasioni e con un passato anche sulla panchina dell'Inter del Triplete guidata proprio dal portoghese.

VILLAS-BOAS ALLA DAKAR 2018 - La storia recente di André Villas-Boas è semplice: il 4 novembre 2016 subentra a Sven Goran Eriksson alla guida dello Shangai SIPG, firmando un ricchissimo contratto di 13 milioni di euro a stagione valido fino al 30 giugno del 2018. Porta la squadra al secondo posto in campionato dietro al Guangzhou, alle semifinali della Champions asiatica e alla finale della Coppa della Cina. Poi scoppia il caso: le dimissioni il 30 novembre 2017, per partecipare a quella Dakar dove già suo zio si cimentò nel lontano 1982. Guiderà al fianco del connazionale Ruben Faria una Toyota Hilux, neo vincitrice della Coppa del Mondo di Cross-Country Rally con il principe Nasser Al Attiyah.

QUANDO I SOLDI NON CONTANO - Verrebbe da dire che, per una volta, hanno prevalso sentimenti e volontà sui soldi. Forse. Perché non sappiamo se dietro a questa partecipazione di Villas-Boas alla Dakar ci sia un ingente esborso economico da parte della Toyota (cosa assai probabile); ma a noi piace pensare, da romantici, che il tutto sia nato per volontà del tecnico portoghese, che di fatto ha rinunciato a metà della sua ultima annualità (circa 6,5 milioni di euro) per partecipare alla corsa.

UN PREDESTINATO - Il primo successo importante di André Villas-Boas è stata la vittoria con il Porto dell’Europa League nel 2011, a soli 33 anni. Mai nessuno era riuscito, così giovane, a vincere in Europa. Poi il Chelsea, lo Zenit San Pietroburgo e lo Shanghai SIPG, prima di quella Dakar passione giovanile. La corsa partirà in Perù il prossimo 6 gennaio e arriverà in Argentina il 20 dello stesso mese.