E' stato uno dei tanti argentini a vestire la maglia del Genoa. Ma a differenza di molti suoi precedessori, la partenza di Lucas Pratto dalla Liguria non ha lasciato rimpianti nei tifosi rossoblu.


Giunto a Pegli nell'estate 2011 dal Boca Juniors con addosso la pesante etichetta di 'nuovo Milito', in Serie A il Cammello, come viene chiamato in patria per suo incedere sul campo, non è riuscito a lasciare il segno.
In diciassette partite segna appena tre gol, di cui due in Coppa Italia contro Bari e Nocerina. In campionato esulta solo con il Bologna, siglando peraltro la rete del successo del Grifone a 5 minuti dal 90'. Troppo poco per Preziosi e company che senza pensarci troppo già a gennaio accettano l'offerta del Velez Sarsfield e lo rimandano in patria dove torna a segnare valanghe di gol.


A distanza di cinque anni Pratto, che nel frattempo si è trasferito all'Atletico Mineiro in Brasile, si è preso la sua rivincita diventando titolare della nazionale albiceleste al fianco di Leo Messi, a scapito di gente che a differenza sua in Italia ha fatto sfracelli come Higuain e Icardi. 
Tanto che ora è il Cammello a non rimpiangere Genova: "Se non sei felice nel tuo lavoro - ha raccontato il 28enne alla Gazzetta dello Sport a proposito della sua esperienza in rossoblu - non sei felice nella vita. Allora era meglio che partissi".

Anche perché visti i risultati non si può certo lamentare: "Racconterò per la tutta la vita di aver giocato con il migliore del mondo" dice parlando del suo ruolo nella Selecion accanto a Lionel Messi.

Mai come in questo caso i mancati rimpianti sono reciproci.