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  • Bologna, Ramirez:| 'Resto altri due anni'

    Bologna, Ramirez:| 'Resto altri due anni'

    BOLOGNA è pazza di Ramirez. E Ramirez contraccambia. «Qui sono felice, la gente e la città sono meravigliose». Una sorta di dichiarazione d’amore che segue quella rilasciata dal fantasista uruguaiano dopo la gara di domenica con il Cagliari. «Spero di disputare anche io cento gare con la maglia rossoblù come Di Vaio», aveva detto allora. «Mi auguro di poter rimanere qui altri due o tre anni», ha ribadito mercoledì a San Giovanni in Persiceto, dove è stato l’ospite d’onore, insieme a Lupatelli e Pisanu, della serata organizzata dal club Capriccio Bolognese.

    LE ATTENZIONI dei tifosi, che avevano ancora negli occhi l’immagine del sinistro vincente scoccato contro il Cagliari per il 2-2 allo scadere, sono state tutte per lui. E anche quelle delle tifose, scoppiate in un fragoroso applauso quando il ventenne uruguaiano ha onorato l’8 marzo con l’augurio a tutte le donne presenti. Perché Ramirez, oltre a essere geniale con la palla tra i piedi, è intelligente e sveglio fuori dal campo. E pure consapevole dei propri mezzi.«Sa di essere bravo ma deve ascoltare il mister come lo faccio io, che di anni ne ho trentadue. Se lo farà finirà per ringraziarlo, migliorerà e nel giro di poco sarà pronto per una grande squadra», ha detto di lui Portanova a inizio settimana, riferendosi ai rimproveri fatti a mezzo stampa di Malesani all’uruguaiano, poco propenso al sacrificio. Un modo per lasciare intendere che il tecnico ha ripreso Ramirez nel giorno della prodezza per tenerlo con i piedi per terra, secondo la vecchia strategia del bastone e della carota. Lo sa pure Gaston, che non a caso, pur sapendo che la società è intenzionata a prolungare il contratto dell’allenatore, non pensa di lasciare Bologna.

     

    ALMENO non per ora. Non fino a quando sarà pronto per spiccare il volo verso un top club. Perché questo sembra proprio essere il suo destino. D’altronde Ramirez e i suoi agenti hanno scelto Bologna in estate convinti che questa fosse la situazione ideale per la maturazione del talento.
    «Spero di regalare una nuova perla ai tifosi già domenica», ha detto il numero dieci ai tifosi di San Giovanni, tanto per far capire che non intende fermarsi proprio ora. Il problema quindi non è che Ramirez giochi o no: semmai stimolarlo, provocarlo, fare in modo che non si sieda sugli allori e tiri fuori ogni giorno qualcosa in più. Conviene al ragazzo e conviene al Bologna, che in casa ha un piccolo tesoro, il cui valore si aggira già attorno ai 10 milioni di euro. Difficile che qualcuno a fine stagione possa pagare una cifra tale: un anno buono, di norma, è ritenuto un exploit. Ma se Gaston dovesse confermarsi e migliorare l’anno prossimo, il suo valore potrebbe impennarsi, data la scarsità di talenti puri nel nostro campionato.

    E allora l’interesse nei suoi confronti potrebbe diventare concreto: non a caso Milan e Inter lo tengono monitorato e il ct dell’Uruguay, Tabarez, dopo il quarto posto al mondiale, lo ha inserito in pianta stabile nella rosa della Celeste, con Diego Perez.

    Intanto, martedì, il Bologna sarà chiamato a scucire 750mila euro per poi chiudere i conti con il Penarol a giugno: solo allora si assicurerà l’intero cartellino del talento. Va detto che il club uruguaiano ha già in mano una fideiussione escutibile da 1,5 milioni (l’importo mancante sul totale dei 3,5) e se il Bologna ha chiesto di attendere prima di passare all’incasso è per ritardi finanziari di soldi che devono entrare. La permanenza di Ramirez sotto le Due Torri non è al momento in discussione.


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