Gli auguri di BUON COMPLEANNO di oggi, 1 dicembre, sono per: 

TOTO' SCHILLACI, 1964, ex attaccante di Messina, Juventus, Inter, Jubilo Iwata (Giappone), Leonessa Altamura. "Aveva una voglia di fare gol che non ho mai visto in nessuno". (Franco Scoglio). Protagonista della favola che in un anno lo portò dall'essere capocannoniere della  serie B (23 reti col Messina di Zeman) a capocannoniere del Mondiale 1990. Poi iniziò la parabola discendente. "Nemmeno un folle avrebbe mai potuto immaginare cosa mi stava per accadere. Ci sono periodi nella vita di un calciatore nei quali ti riesce tutto. Basta che respiri e la metti dentro. Per me questo stato di grazia è coinciso con quel campionato del mondo. Vuol dire che qualcuno, da lassù, ha deciso che Totò Schillaci dovesse diventare l'eroe di Italia '90. Peccato che poi si sia distratto durante la semifinale con l'Argentina. Una disdetta: abbiamo preso solo un gol in quell'edizione dei mondiali, e quel gol ci ha condannati". Nel 1990 arrivò secondo al Pallone d'oro, dietro Lothar Matthaus. Ha vinto 2 Coppe UEFA (con Inter e Juve). E' stato il primo calciatore italiano a giocare nel campionato giapponese: "Quando arrivai lì trovai un entusiasmo contagioso. Per loro lo Schillaci del mondiale non era mai finito e dimostrai con i miei gol quanto era forte il connubio: entusiasmo uguale impegno in campo e palla in fondo al sacco". Dopo la separazione la moglie Rita diventò compagna di Gianluigi Lentini. Nella sua autobiografia Schillaci ha raccontato che durante un ritiro della Juve d'accordo con un compagno, si fece mettere in una stanza doppia comunicante con quella di due ragazze. "In questo modo, quando gli altri giocatori sono andati a dormire, noi abbiamo passato la notte con queste due ragazze. Nessuno si è mai accorto di nulla. Quella sera mi sono laureato in rapporti extraconiugali anche se Rita era incinta". Nelle elezioni amministrative del 2001 fu eletto consigliere comunale a Palermo per Forza Italia, ma si dimise dopo 2 anni. Candidarmi a Palermo non fu una mia scelta. Vennero a chiedermelo persone a cui non potevo dire di no. Mi hanno convinto a portare voti a Forza Italia. Sono stato spesso usato come un gioiellino da esibire. Avevo cattive compagnie, ma il calcio mi distraeva, e per distrazione mi sono salvato. Non andavo volentieri a scuola, ma i pericoli so vederli. Una sera, in ritiro, Trapattoni si avvicina e mi fa: avete ucciso anche Falcone. Gli risposi: 'Mister, ero con Baggio, chieda a lui cosa ho fatto'. Non scherzava, l'aria era pesante. Ma andai a ripeterglielo quando lasciai la Juve: non l'ho ucciso io, né quei siciliani che non meritano pregiudizi. Non vengo da una famiglia benestante. Mio padre ci portava al mare a Mondello, al posto del salvagente avevo una camera d'aria per stare a galla. Ho fatto il panettiere, il gommista, l'ambulante, ho consegnato il vino, vendevo frutta. Volevo dei soldi in tasca, il calcio è stato la mia camera d'aria. Giocavo per ore col Super Tele, il pallone leggero. Nemmeno Pelé ci fa tre palleggi col Super Tele". 

EMILIANO VIVIANO, 1985, portiere della Sampdoria. Tifosissimo della Fiorentina, esordì in serie A col Bologna proprio contro i gigliati il 22 agosto 2009. Quando era in B nel Brescia e giocava di sabato, la domenica non mancava mai in Curva Fiesole, dove aveva l'abbonamento. Ha chiamato Viola la primogenita. Ci giocò in prestito nel 2012-13, ma a fine stagione non fu riscattato. 

MARCO VAN GINKEL, 1992, centrocampista del Chelsea, al Milan, in prestito dal Chelsea, nel 2014-15. 

EGIDIO CALLONI, 1952, ex attaccante di Varese, Verbania, Milan, Verona, Perugia, Palermo, Como, Ivrea, Mezzomerico. Nel 1973-74, nel Varese, con 15 reti il capocannoniere della serie B. Celebri le sue 'callonate', occasioni facilissime clamorosamente sbagliate. Gianni Brera lo aveva ribattezzato, citando Manzoni, "sciagurato Egidio". Il grande Beppe Viola, in una radiocronaca, disse "Calloni, sotto porta, sventa la minaccia". Rocco gli urlava sempre "Mulo", e lui se la prendeva prima di capire che in triestino vuol dire ragazzo. Il 29 marzo 1981 in serie B con la maglia del Palermo realizzò una tripletta al Milan. 


Nel postcarriera ha dapprima aperto un bar e poi fatto il rappresentante di gelati per Algida e Motta. Il 12 luglio 2007, vittima di un'ischemia cerebrale mentre guidava, si schiantò contro un platano. Fu dimesso dall'ospedale dopo 2 settimane: "Ero un giocatore normale e mi capitava di 'ciabattare' sotto porta. Ma anche i grossi bomber di oggi sbagliano: il fuoriclasse commette meno errori, però anche a lui talvolta gira storta. Purtroppo, al Milan in quattro anni vincemmo solo una coppa Italia…". 

Auguri anche a: 
MASAHUDU ALHASSAN, 1992, terzino sinistro ghanese del Perugia. 
PIERLUIGI FRATTALI, 1985, portiere dell'Avellino. 
IVAN FORBES, 1986, ala destra portoghese del Monopoli. 
EMANUELE PESARESI, 1976, ex terzino sinistro di Ancona, Sampdoria, Napoli, Lazio, Benfica, Chievo, Ternana. Torino, Pescara, Triestina, Cremonese. 
MARCELLO DIOMEDI, 1942, ex difensore di Sangiorgese, Ternana, Fiorentina, Bari, Lazio, Fermana, Alghero. Con la maglia viola ha vinto la Coppa Italia 1965-66 e la Mitropa Cup nel 1966. 
VITO GRAZIANI, 1956, ex centrocampista di Cagliari, Pisa, Brescia, Reggiana, Padova, Perugia, Ternana, Chieti, Bisceglie. 
RICCARDO COLOMBO, 1982, terzino destro svincolato, ex Pro Patria, AlbinoLeffe, Udinese, Triestina, Reggina, Novara, Cittadella, Salernitana. 

Per la categoria METEORE, buon compleanno a: 
COSTINHA, 1974, ex mediano portoghese, all'Atalanta dal 2007 al gennaio 2010 durante i quali disputò soltanto 54 minuti in Atalanta-Parma del 2 settembre 2007. "Perchè non ho giocato? Dovreste chiederlo a Delneri. Ogni volta che mancava un centrocampista ne veniva acquistato un altro. Anche successivamente con Gregucci e Conte: piuttosto che farmi giocare hanno comprato De Ascentis". Eppure aveva avuto una carriera da campione.  Un titolo con il Monaco, due con il Porto, una Coppa Uefa e una Champions con Mourinho fino all'Intercontinentale dell'anno dopo. Sempre titolare, sempre a far legna a centrocampo con il fedele compagno Maniche. Tutto condito da ben 53 presenze con la Nazionale portoghese. L'Inter di Mourihno cercò di acquistarlo proponendo uno scambio con il francese Olivier Dacourt, respinto dalla società bergamasca. Un ulteriore smacco che il portoghese non sopportò, rifiutando così tutte le proposte di riduzione dei 750 mila euro annui pattuiti per il contratto. Attualmente è allenatore dell'Academica Coimbra. 

MILTON CARAGLIO, 1988, attaccante argentino del Tijuana (Messico), al Pescara da gennaio a giugno 2013, 4 presenze. 
ANTONIO PACHECO, 1966, ex centrocampista portoghese, alla Reggiana nel 1996-97. 
DIEGO CAVALIERI, 1982, portiere brasiliano della Fluminense, al Cesena, senza mai giocare, dall'agosto 2010 a gennaio 2011. 

L'1 dicembre era nato anche: 
LUCIANO RE CECCONI 1948-1977, centrocampista di Pro Patria, Foggia e Lazio, dove vinse lo scudetto 1973-74. Morì tragucamente il 18 gennaio 1977 in circostanze mai chiarite fino in fondo. Trovandosi in una gioielleria col compagno di scuadra Ghedin e un altro amico, Re Cecconi avrebbe simulato per scherzo una rapina. Il proprierario della gioelleria reagì sparando. Fu processato per eccesso colposo di legittima difesa ma venne assolto.