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  • Rojadirecta è stata davvero sconfitta?

    Rojadirecta è stata davvero sconfitta?

    Tornano le partite in tv dopo la sosta per le gare della Nazionale. E riparte puntuale la sfida di Rojadirecta, il sito spagnolo che pubblica link alle immagini in tempo reale degli eventi sportivi mondiali, di calcio ma non solo. Perché è vero che un giudice in Italia (su esplicita denuncia di Mediaset) ha decretato l’oscuramento di tutti i domini che si riferiscono al sito spagnolo ed è altrettanto vero che nella stessa Spagna quelli di Rojadirecta erano stati bloccati da un analogo provvedimento. Ma si sa come vanno le cose sul web, c’è sempre una soluzione pronta. In questo caso, è facile prevedere che ci sarà qualcuno, più o meno hacker, in grado di aggirare questo divieto e capace di diffondere in rete la soluzione del caso. Proponendo un nuovo problema da risolvere a chi combatte i “pirati” della rete.

    La diretta viene offuscata ma la partita – intesa in generale come quella che da anni va in scena tra Rojadirecta e le aziende televisive che investono cifre notevoli per i diritti esclusivi – prosegue. Da tempo assistiamo a questo confronto, senza vinti né vincitori. Così come va avanti la battaglia tra chi deve far rispettare le vigenti leggi del copyright e chi crede in una rete libera da qualsiasi condizionamento. Sono posizioni inconciliabili, ma resistono e aldilà di ogni altra considerazione invitano a riflettere sul ruolo e sull’efficacia di certe leggi pensate per il vecchio sistema mediatico in un contesto rivoluzionato dal digitale, dove è necessario che l’ordinamento giuridico si riadatti alla nuova realtà.

    Il problema è stato già dibattuto. Il fenomeno Rojadirecta (per quanto riguardo il calcio e gli altri sport, ma pensiamo anche al cinema con Netflix e alla musica con Spotify) è emerso per la prima volta negli Usa, dove i blocchi decisi dal giudice si sono alternati a continue riaperture.

    In Italia è stata Mediaset (con Sky in seconda linea) a portare avanti l’attacco ai link delle dirette gratuite per la difesa dei propri interessi. Dopo gli annunci trionfali dell’esclusiva Champions per i prossimi tre anni con tanto di investimenti fuori dall’ordinario, sono arrivate le interferenze della tv svizzera, di quella tedesca (con Sky alla finestra) e poi le ripetute azioni di disturbo dei link collegati alle tv e alle dirette di tutto il mondo.

    L’impressione è che non sia finita qui. Che anche in questo weekend, ci sarà qualcuno capace di aggirare l’ostacolo per godersi una diretta via internet, con qualche pausa e interruzione, ma pur sempre a costo zero. “Non va!”.

    Luca Borioni

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