In effetti, per paragonare EDF - sì, l'acronimo fa figo e Di Francesco se lo merita per militanza romanista e scarsa brevità di nome e cognome - a Indiana Jones, il cacciatore di tesori della saga Spielberghiana ci vuole un bel po' di fantasia. E siccome da queste parti non manca, l'idea di un EDF alla scoperta dei (suoi) tesori stuzzica parecchio il palato. Eh sì, perchè la Roma ne ha diversi e chissà quanto incideranno sulla griglia di partenza immaginata in estate dai dotti, medici e sapienti del pallone. La Juve e il Napoli davanti, il mercato del Milan e la garanzia Spalletti interista. Poi, sì, proprio il colpo dell'Inter all'Olimpico - ma ricordate come? Sì'? - che contribuisce a infoltire l'ampio partito di coloro che piazzano la Roma dietro a queste quattro. Possibile, certo. Ma c'è un elemento non trascurabile da tenere ben presente. La Roma, tra le primissime della serie A, dispone di notevoli risorse inesplorate che, via via, EDF utilizzerà nel balletto tra campionato e Champions.

DA KARSDORP A SCHICK - Per dire: Florenzi è appena tornato a disposizione e quanto visto nell'amichevole con la Chapecoense è più che incoraggiante. Poi, i terzini. A brevissimo, con il ritorno di Peres e la (finalmente) scoperta di Karsdorp il gioco sarà più semplice, considerando anche la terza opzione, Florenzi appunto. A centrocampo scaldano i motori Gonalons e Pellegrini, con il primo indiziato di maglia da titolare già sabato a Genova e il secondo prossimo a giocarsi le sue corpose chance nel logico turn over che sta per partire. E poi sì, là davanti il giocatore che fa sognare i tifosi e già idolo dei ragazzini, Schick. Lui è considerato la variabile che fa la differenza. Avrà bisogno di un minimo di tempo per entrare in condizione, certamente, ma la Roma di Schick è meno lontana di quel che si pensi. Poi, sì, magari la Roma si ritroverà lo stesso dietro alla Juve, il Napoli e le milanesi, ma diamole tempo di scoprire tutti i suoi tesori prima di controfirmare sentenze un po' azzardate.