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  • Roma, è il futuro a fare più paura: via Spalletti, c'è il rischio smobilitazione

    Roma, è il futuro a fare più paura: via Spalletti, c'è il rischio smobilitazione

    • Andrea Distaso
    E' bastata una sconfitta nella semifinale d'andata di Coppa Italia contro la Lazio per inceppare gli ingranaggi di una macchina che sembrava funzionare a meraviglia. Il mese di marzo si è rivelato sin qui uno spartiacque tremendo per la Roma tra le sue ambizioni di portare a casa un titolo e il pericolo concreto di un'altra stagione senza soddisfazioni. Sfumato anche l'obiettivo Europa League, la formazione di Spalletti ha ancora la possibilità di centrare due traguardi, preservare il secondo posto in campionato che significherebbe accesso diretto alla prossima Champions League e ribaltare il ko con la Lazio e conquistare la finale di Coppa Italia.

    CHI DOPO SPALLETTI? - Quello che però sta generando inquietudine nei tifosi della Roma è soprattutto la programmazione, a patto che ci sia, del futuro prossimo, con un allenatore in palese rottura con l'ambiente e distante anni luce dalle idee di sviluppo della squadra prospettate dalla proprietà americana, concentrata esclusivamente sul progetto del nuovo stadio. Il primo interrogativo che è lecito porsi è relativo alla guida tecnica: chi sarà il successore di Spalletti sulla panchina giallorossa? Mentre tutti gli esponenti della società cercano di prendere tempo glissando sull'argomento rinnovo, ad oggi non esiste una sola pista che porti ad un eventuale sostituto del tecnico di Certaldo. Eusebio Di Francesco, allenatore del Sassuolo, sarebbe un profilo ideale ma in questo momento è la Fiorentina la candidata più autorevole per assicurarselo e aleggia il mistero più totale sull'esistenza di profili alternative.

    INCOGNITA MERCATO - Altro nodo da sciogliere è chi si occuperà di fare il mercato: sarà Monchi, pronto effettivamente a salutare il Siviglia ma corteggiato in ogni angolo d'Europa, o si proseguirà con Massara coadiuvato a distanza da Franco Baldini? Troppi dubbi, troppe incertezze che rischiano di innescare un corto circuito dal quale non sarebbero risparmiati nemmeno i giocatori di punta della Roma. L'addio di un allenatore importante come Spalletti e la necessità di avviare l'ennesimo nuovo progetto, unito all'incapacità evidenziata di fare il sospirato salto di qualità per competere fino in fondo per la vittoria di un trofeo, possono allontanare i calciatori di livello superiore piuttosto che attirarli. Manolas, Nainggolan, Strootman e Dzeko e, ultimo in ordine di tempo, Rudiger (accostato dalla stampa inglese al Manchester City) per quanto accetteranno di giocare per una squadra circondata da tutte queste incognite?

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