Dal summit di Londra (che ha avuto il suo ultimo capitolo stamattina) è emerso soprattutto un aspetto: la Roma deve cedere, per poi eventualmente comprare. Non che Monchi non ne fosse già al corrente, ma la necessità di fare cassa per rispettare il Fair Play finanziario e tamponare la perdita di bilancio è stata ribadita chiaramente dal presidente Pallotta. Ma non ci sono solo problemi economici alla base della probabile ed ennesima rifondazione romanista. Come ammesso dallo stesso Monchi e da Manolas: “Chi non ha la mentalità vincente si faccia da parte”. Un messaggio chiaro che apre gli scenari di una nuova rivoluzione tra gennaio e l’estate. Ma chi si salverà dal maremoto pallottiano che negli ultimi anni ha portato a oltre 80 cessioni? 

PUNTI FERMI - Uno dei giocatori con maggiore mercato oggi è Alisson, con Liverpool e Psg pronte a fare follie per portarsi a casa il portiere della nazionale brasiliana. La Roma, per ora, non intende privarsi di lui anche perché negli ultimi 20 anni non può vantare di aver avuto grandi estremi difensori. Decisiva sarà la volontà del giocatore. Chi ha appena rinnovato e ha già deciso di continuare l’avventura in giallorosso sono Manolas, Fazio e Perotti. Rispetterà la scadenza, nel 2019, anche De Rossi che poi deciderà se appendere gli scarpini al chiodo o concludere la carriera in America. Tra i punti fermi spiccano pure Kolarov e i due nuovi acquisti fin qui deludenti (tra infortuni e flop) Schick e Karsdorp. Il primo è atteso dal riscatto che possa confermare l’investimento da 42 milioni fatto la scorsa estate;il secondo è ai box e si rivedrà in gruppo solo a stagione finita. C’è poi l’oggetto misterioso Gerson, nessuno pagherà i 19 milioni spesi dalla Roma. Quindi, anche per non fare una minusvalenza, il brasiliano resterà o al massimo potrà andare in prestito. Stesso discorso per Cengiz Under e Defrel. 

CLAUSOLE E MAL DI PANCIA - Discorso diverso per Nainggolan, anche lui fresco di rinnovo. Dopo la folle notte di Capodanno e l’esclusione dalla rosa in occasione della partita con l’Atalanta, le cose sono cambiate. All’alba dei 30 anni una buona offerta potrebbe far vacillare sia Radja sia il club. L’Inter ha già bussato alla porta, ma la Roma preferirebbe cederlo all’estero. Decisiva in questa senso sarà la partecipazione o no al prossimo mondiale col Belgio. Chi può decidere di andare dove vuole è Lorenzo Pellegrini. L’attuale  clausola è da 25 milioni (può leggermente salire il prezzo in base ad alcune eventualità legate alle presenze del ragazzo). Quindi abbordabile. Monchi in queste settimane proverà ad aggiustare la sua situazione contrattuale, ma il pressing di Juventus e Manchester City potrebbe vanificare i tentativi del ds. Ha una clausola ben più alta (45 milioni) Strootman. In questo caso però la Roma accoglierebbe a braccia aperte un eventuale acquirente così come sono in corso di valutazione le offerte per Emerson Palmieri (su tutte quella della Juve). Difficile che qualcuno paghi per intero la clausola, ma visti anche i recenti mal di pancia dell’olandese una cessione per 30-35 milioni è più che probabile. Sul piede di partenza pure Gonalons che non ha soddisfatto Di Francesco, probabile un suo ritorno in Francia a fine stagione. Poi c’è la questione Florenzi. L’esterno sarà chiamato a discutere del suo rinnovo nei prossimi giorni. La Roma dovrà offrire più dei 3 milioni messi sul tavolo finora, altrimenti non è esclusa una rottura che possa portare il giocatore in Premier o nella Liga. 

FINE CICLO - Ci sono poi due giocatori che in estate potrebbero aver concluso il loro ciclo in maglia romanista. Il primo è Edin Dzeko che a quasi 32 anni potrebbe decidere di tentare una nuova avventura anche per far spazio a Schick. L’ex capocannoniere della serie A gradirebbe un ritorno in Bundesliga, ma le offerte milionarie dei cinesi lo fanno riflettere. Sotto esame, infine, El Shaarawy il cui andamento altalenante non permette mai una analisi definitiva. Il Faraone non ha ancora superato l’esame di maturità e in caso di un’offerta importante potrebbe anche fare le valigie. 

TECNICO E DS - Un capitolo a parte lo meritano Di Francesco e Monchi. Il primo è sotto esame e visti gli ultimi risultati e i precedenti (7 allenatori in 8 anni) non è escluso nulla da qui a fine stagione. Per ora il tecnico è saldo sulla panchina, ma se la Roma non dovesse finire in Champions la sua sitazione cambierebbe. Monchi, invece, è apparso decisamente stanco e nervoso nelle ultime uscite pubbliche. Si aspettava ben altro al momento del suo arrivo, e forse si è sentito solo in alcuni passaggi chiave della stagione.