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  • Roma: via Iturbe, Ponce si candida

    Roma: via Iturbe, Ponce si candida

    Finalmente Ezequiel Ponce. L'attaccante argentino, portato a Roma da Walter Sabatini per 4.2 milioni di euro e inizialmente designato addirittura come il possibile vice di Edin Dzeko, ha recitato un ruolo fondamentale nella rimonta della Primavera di Alberto De Rossi sul Barcellona: il 3-3 del MiniEstadi tiene la baby Roma ancora in corsa per il passaggio del turno in Youth League. Non è certamente stato l'avvio di esperienza in giallorosso che sognava l'ex attaccante del Newell's, acquistato per la prima squadra e spesso relegato con i giovani: finora Rudi Garcia non ha mai preso in considerazione l'argentino, che nel finale turbolento di Bologna-Roma si è visto scavalcato anche da Umar Sadiq, uno dei "crack" della Primavera romanista. L'exploit in terra catalana può aiutare a cambiare le cose?

    LE ASPETTATIVE - Che Walter Sabatini creda in Ponce (foto as roma) è un dato di fatto. La Roma aveva già raggiunto l'accordo per il suo passaggio in giallorosso nel mese di gennaio: lo aveva reso noto il Newell's Old Boys con un tweet, annunciando l'intesa con il club italiano per il trasferimento, previsto a dicembre 2015. In chiusura di mercato, la Roma ha deciso invece di accelerare i tempi e portare immediatamente il ragazzo nella capitale, sborsando 4.2 milioni di euro e facendogli firmare un contratto fino al 30 giugno del 2020. Il percorso di Ponce si sta però rivelando molto simile a quello di Antonio Sanabria: anche lui acquistato a suon di milioni per la prima squadra e spesso ritrovatosi in Primavera, nonostante qualche scampolo di gara giocato con Totti e compagni. Ora l'ex Barcellona è in Spagna in prestito allo Sporting Gijon e non è escluso che possa essere questo il destino di Ponce nel breve periodo.

    LA PRIMA SQUADRA - Anche in caso di cessione di Juan Manuel Iturbe nel mese di gennaio, sembra difficile che per Ponce si aprano le porte della rotazione offensiva di Rudi Garcia, che sin qui non lo ha mai schierato nonostante l'emergenza che ha colpito prima il reparto dei centravanti - fuori in contemporanea Totti e Dzeko - e poi quello degli esterni d'attacco, con l'assenza simultanea di Gervinho e Salah. A penalizzare ulteriormente Ponce c'è la sua esclusione dalla lista Champions: quando si è trattato di scegliere i 22 per l'Europa - la Roma, causa violazione del Fair Play Finanziario, non ha potuto registrare i "soliti" 25 nomi -, Garcia ha preferito tenere fuori Ponce, finendo per far esordire il baby Soleri nella sfida con il BATE Borisov e per portare in panchina al Camp Nou l'altro giovane, Marco Tumminello. La doppietta rifilata al Barcellona dei giovani potrebbe però essere il primo vero passo verso una maggiore considerazione da parte di Garcia. Il tempo è sicuramente dalla parte di Ezequiel Ponce.

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