Una volta c'erano le vacanze intelligenti, i consumi intelligenti, il compagno di banco intelligente, dal quale magari si copiava il compito in classe. Ora, sdoganata in pieno clima bipartisan, va di moda la “cessione intelligente”. Traduzione: giocatore forte (issimo), quindi vale un sacco di soldi, quindi la cessione è 'intelligente'. Una pratica non desueta, dalle parti di Trigoria.

E' il caso di 'Momo' Salah. Entri in un bar, parli con un collega, sali sul bus, fai la fila alla posta e la morale è sempre quella: “Dai oh, se lo danno via fanno bene... fai la plusvalenza, eppoi sa giocà in un modo solo... Diciamolo su: in fondo che ce fai co' Salah?”. Ogni volta che lo sento, divento matto. Potrebbe anche diventare un hashtag, perché no? #checefaicoSalah. Lo chiederemo a Klopp se ne avremo l'occasione e se abbraccerà Salah. 


Intanto, attingendo da chi è più bravo di me con i numeri, a quelli del bar, del bus e al mio collega ricordo qualche cosetta: 15 gol segnati, 10 assist (Dzeko ancora festeggia...), media voto 6,27 e fantamedia - per i fantacalcisti professionisti... - pari a 8,02. Vai a trovarlo uno così, vai... 

Poi in giro, trovi pure qualche blasfemo, tipo Carlo Verdone, che la pensa come me e si dice scioccato per la cessione di Salah. Deve essere impazzito, almeno quanto me. No ma dico: ve lo ricordate Salah? Ma non era quello che ti faceva vincere le partite da solo? Quello che se parte non lo fermi più? Quello che se alzava la testa e vedeva Dzeko, zac! Gol. 

Non dubitate, ad ogni addio eccellente, in ogni club, Roma compresa, il popolo dei 'cessionisti' avrà sempre lo scudo stellare - inteso come scudo per la cessione delle stelle della tua squadra - alzato e pronto. Pare di sentirli: “Ma come fai a non vendere Salah se ti offrono '...anta' milioni? Con quei soldi ci puoi comprare questo, quello e quest'altro ancora...”. A un certo punto mi stavano anche convincendo: “Perché, vede, lei non ha capito che il calcio oggi va ragionato come un'azienda...”.

Sarà, ma io ricordo i tempi in cui, per vincere o provare a farlo, i giocatori forti si compravano e basta. Poi, tutto è cambiato. Il bilancio societario ti fa godere più di un gol, un foglio di Excel pieno di numeri vale più di un tiro all'incrocio, una plusvalenza azzeccata è come un derby vinto. Eh sì, sono stati bravi e ci hanno convinto che per migliorare i più forti bisogna venderli. E chissà, forse è vero. Forse hanno ragione loro, perché in fondo, #checefaicoSalah?