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  • Samp su Benitez:|E' l'ultima tentazione

    Samp su Benitez:|E' l'ultima tentazione

     

    Finché resta un’idea è soltanto un’astrazione. Marco Giampaolo non è più un’astrazione. Rafa Benitez è un’idea, forte, quasi irraggiungibile, difficile comunque da raggiungere. Ma l’idea c’è ed è l’ultima tentazione. Sparata blucerchiata? No, ma la volontà di provarci, comunque. Segnalando almeno un paio di cose: la voglia di osare e alzare l’asticella; la capacità di costruire rapporti internazionale importanti. Vero, ci sono anche altri elementi in questa storia: molta fantasia, ma anche un pizzico di incoscienza. Non resta che aspettare, perché un incontro tra il tecnico spagnolo e Pasquale Sensibile (ds blucerchiato) è già in programma per dopodomani. Benitez il sogno, ex allenatore del Tenerife, del rilancio Valencia, del miracolo Champions con il Liverpool. Uno capace di ribaltare una finalissima che il Milan credeva di aver già vinto. Non solo, proprio con i Reds, l’allenatore spagnolo ha vinto in maniera magnifica, ma ha anche seminato per il futuro. Unendo a indiscutibili doti tattiche anche la capacità di credere e lanciare i giovani: uno su tutti, Fernando Torres. Insomma, davvero quello che cerca la Samp.
    Ombre in un incredibile curriculum? Una, quella di Benitez l’interista esonerato, l’uomo del post-trauma Mourinho, l’allenatore chiamato da Moratti per sostituire lo Special One. Rafa senza rete e senza troppa convinzione, almeno da parte della dirigenza nerazzurra e forse anche da parte sua, almeno dopo una campagna acquisti ricca soprattutto di incomprensioni. Benitez l’uomo che con l’Inter firmò un contratto da 5 milioni 5. Vero, ora un contratto non ce l’ha più, anche se per l’allenatore spagnolo si sono fatte avanti almeno un paio di pretendenti, sempre dall’amata Inghilterra. Ieri il suo agente, Manuel Garcia Quillon, ha risposto così a chi gli chiedeva del futuro del suo assistito e in particolare di un possibile trattativa con il Tottenham: «Nada de nada». Nulla di nulla, almeno per il momento. E anche questo (volendo) può essere considerato un buon segnale per l’ambizioso inserimento della Samp. Certo, Benitez chiederà un ingaggio importante e questo può essere un ostacolo. Onestamente è difficile ipotizzare che una eventuale ritirata blucerchiata debba attribuirsi alla scarsa volontà della proprietà di spendere. Come, altrettanto onestamente, è difficile anche capire il perché di un sondaggio così ambizioso. Insomma, si torna all’inizio, alla volontà di alzare l’asticella. Nella speranza, ovvia quanto alla fine mal riposta, di tenere top-secret la trattativa. Se ne riparla, lunedì, anche se la “fuga di notizie” potrebbe alla fine annullare l’appuntamento già fissato.
    Dubbio più che legittimo? La tentazione Benitez può danneggiare la (forte) candidatura di Giampaolo. Potrebbe, ma in questo caso la dirigenza sampdoriana dovrà essere abile nello sbrogliare la matassa. Certo non sarà Giampaolo a creare un problema per questo: è persona razionale, affamata e consapevole che la Samp ha il diritto di contattare chi meglio crede. Benitez o non Benitez, l’idea che Giampaolo possa essere il nuovo tecnico della Sampdoria ha preso (decisamente) quota nelle ultime ore. Dopo alcuni “sondaggi” già avviati nelle scorse settimane. Non c’è una decisione, ma non c’è neppure nessuna fretta. Con l’allenatore che verrà Riccardo ed Edoardo Garrone vogliono aprire un nuovo ciclo, una programmazione triennale che cerchi di riportare l’U.C. Sampdoria a livelli di eccellenza. Convinti che anche, soprattutto, Marco Giampaolo, 44 anni, siano l’uomo giusto e raggiungibile. Tecnico considerato di straordinarie potenzialità, ma reduce da tre esoneri in serie A. Non è una discriminante per la dirigenza sampdoriana, che sulle doti tattiche di Giampaolo ha avuto più di un riscontro. Intanto per i risultati ad Ascoli, Cagliari e nel primo campionato a Siena, ma in parte anche con il Catania, quando venne esonerato dopo aver conquistato 21 punti in 20 gare. E sulle capacità del tecnico puntò anche, nell’estate del 2009, la Juventus del dopo Ranieri. Leggenda metropolitana? Certo che no, lo conferma a tre anni di distanza, Alessio Secco, allora direttore sportivo dei bianconeri. Che rivela: «È vero, con l’amministratore delegato Blanc avevamo individuato in Marco Giampaolo un’ipotesi forte per la panchina bianconera. Lui e Massimiliano Allegri, che però sembrava avere maggiori difficoltà nel liberarsi da un altro anno di contratto con il Cagliari». Alla fine prevalse la volontà di John Elkann di confermare Ciro Ferrara sulla panchina della Juve, Giampaolo restò a Siena (dove poi venne esonerato) e un’estate dopo Allegri andò al Milan. «Mai avuto contatti con la Juventus», ripeteva allora Giampaolo, concedendo già uno strappo alla sua solida (quanto cortese) riservatezza. Tre estati dopo la riservatezza di Giampaolo non è cambiata. E poi meglio aspettare la decisione del sogno Benitez.

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