Marco Giampaolo dà i voti. O meglio, più che i voti bisogna parlare di giudizi. Non ci sono numeri, solo impressioni, commenti, consigli nelle parole che l'allenatore della Sampdoria riserva ai suoi giocatori. Un 'prontuario di Giampaolo', in poche parole, a cui attingere a piene mani per capire cosa pensa il mister doriano dei suoi ragazzi.  E' questo il senso dell'intervista pubblicata oggi sull'edizione genovese de La Repubblica di oggi. Nomi sparsi, a cui Giampaolo risponde evidenziando punti di forza e margini di miglioramento.

La chiaccherato comincia con Andersen, difensore che in campo non si è mai visto: "Ricalcherà le orme di Skriniar. Mi piace molto, attento e ricettivo. Diamogli tempo, stupirà". Sempre per la retroguardia, in estate sono arrivati altri tre giocatori, Ferrari, Strinic e Murru. "Ferrari ha le caratteristiche mentali per interpretare il mio calcio. Può e deve migliorare. Un consiglio: ribadisca ogni giorno 'io ci sono'. Deve timbrare sempre il cartellino, dimostrarsi sempre sul pezzo. Perché le qualità da sole non bastano. E nemmeno le conoscenze. Sai cosa si deve fare, ma lo devi fare sempre. Però preciso: è uno dei miei titolari. Quest’anno ne ho più di undici. Murru? Anche lui sta crescendo. Quando è arrivato era tutto fisico e niente testa. Ora pensa di più, è più disciplinato. Deve insistere con l’attenzione, anche lui, come Ferrari, dire ad ogni allenamento 'io ci sono'. Se mi ascolta, se si comporta così, diventa un giocatore vero. Strinic nella gestione della palla è un top player. Deve migliorarsi nell’applicazione difensiva mentale. Un conto sono le conoscenze, ottime. Un’altra l’attenzione". 

Si passa poi al centrocampo. Per Verre, Giampaolo ha parole al miele: "Da quando è arrivato ha compiuto grandi miglioramenti. Ora ha diritto a far parte del gruppo di Barreto e Linetty, visto che quelle sono le sue caratteristiche. Sinora l’ho fatto giocare poco, ma ha forza e non butta via un allenamento. La continuità nel tempo paga sempre. Chissà, potrebbe già giocare domenica. Intanto è già fra i miei titolari. Due mesi fa non lo era. Capezzi mi ricorda il Giampaolo giocatore, sia per come si approccia al calcio, sia nei comportamenti. È un ragazzo che non parla molto, inizia e finisce un allenamento sempre al cento per cento. Umile , silenzioso e lavoratore. È il più affine al mio essere calcistico, anche se, sia chiaro, lui è molto più dotato di ciò che ero io all’epoca". Ad impressionare Giampaolo del nuovo trequartista della Samp Gaston Ramirez è stato invece un particolare: "Ha una grande cultura del lavoro. Quando a fine allenamento facciamo i report, è il giocatore con un motore fisico al di sopra della media. Ha avuto un buon impatto con l’ambiente genovese, ma io sono convinto che possa fare ancora meglio. Ramirez cura molto i particolari della sua professione, arriva al campo due ore e mezza prima, a volte mi batte, lo trovo già nello spogliatoio e io mi muovo di casa all’alba. È un giocatore di profondità, quando ruba palla, guarda sempre avanti. È diverso da Bruno Fernandes: lui era più agile e abile negli spazi stretti. Ramirez è più potente fisicamente e cerca sempre i corridoi giusti, le linee di passaggio che scompigliano la difesa avversaria".

L'intervista si chiude analizzando gli innesti in avanti. Parliamo ovviamente di Caprari, Kownacki e Zapata: "Caprari tecnicamente è molto forte. Deve crescere in autostima, credere più in se stesso. Deve fare un salto di qualità mentale, acquisire consapevolezza. Ci sono giocatori meno forti di lui che rendono di più. Kownacki ha senso del gol. Quando tira è sempre per segnare. Generoso, entusiasta. Deve migliorare nella tecnica che per un attaccante è determinante. Con i miei collaboratori abbiamo costruito un attrezzo per farlo migliorare in alcuni fondamentali. Ha delle doti e noi in lui crediamo". Zapata, invece è "Il panteron. Io penso che sia un attaccante completo. Ancora lo devo inquadrare bene, penso però che possa diventare un crac. L’importante è far vedere in ogni partita chi sei. Ha tutte le caratteristiche della punta forte, fisicamente è straripante, protegge bene la palla, tecnicamente non è male. Rispetto a Muriel non ha il dribbling stretto, ma è abile in quello lanciato e di potenza. Per ora è molto disponibile al lavoro. È un po’ tutto e deve moltiplicarlo. Per fare la differenza in ogni gara".