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  • Sampmania: così non basta più

    Sampmania: così non basta più

    • Lorenzo Montaldo
    Così non basta più. Non ci sono mezze misure, non ci sono 'se' o 'ma' nella partita di Pescara. La Sampdoria scesa in campo all'Adriatico si è avviluppata su se stessa, attorcigliandosi attorno a un'idea di gioco che in campo si è vista pochissimo. Questo è il vero campanello d'allarme che suona non dopo aver preso un punto, bensì dopo averne persi due. La Samp, contro i biancoazzurri non ha smarrito solo punti: ha dimenticato anche quell'ardore e quell'a ntensità che bene o male si erano sempre viste anche nelle altre partite, ad eccezione di Bologna.

    Non vincere, anzi, rischiare anche di perdere contro un Pescara modesto e in dieci uomini, ma combattivo e ben piazzato sul terreno di gioco è uno spreco. Con tutto il rispetto per i biancoazzurri, sia chiaro. Oddo, con il suo centrocampo attivo e diligente ha bagnato le polveri al reparto mediano blucerchiato, e ha saputo approfittare al meglio di una fragilità difensiva davvero disarmante. Per Giampaolo, amante passionale della linea difensiva perfetta e dei movimenti organici e collettivi del reparto, questa è la peggior bestemmia possibile. Un brivido corre lungo la schiena quando si pensa che sabato è già derby, e non può essere diversamente: il ricordo di quella partita neppure giocata lo scorso anno dalla Samp (3-0 per i 'cugini', con un Suso imprendibile) è ancora troppo fresco.

    Proviamo a salvare qualcosa, dal pareggio in terra abruzzese: teniamoci uno Skriniar in leggera crescita, e un Budimir volenteroso in attacco (io una chance in più al ragazzo la darei, non so voi). Stop. Tutto qui. Quagliarella arranca, Alvarez tentenna, Sala è ben lontano dal giocatore delle prime partite, Torreira francobollato dagli avversari va in difficoltà, Muriel boccheggia e necessitava giustamente di riposo, Barreto corre ma pare involuto. Soprattutto, arrivati ai 25 metri, i giocatori blucerchiati sembrano andare in confusione, presi dalla frenesia di un balletto sulle punte fine a se stesso, quando invece magari servirebbero più scarpate e meno fioretto. Ah, senza 'quello là' in porta, quello con il 2, quello che tiene a galla la barca, staremmo parlando di sprofondo Samp. Ma a questo ormai siamo abituati.

    Giampaolo nel post partita ha detto una cosa interessante: “Il derby cade a pennello”. Sembra ironico, quasi beffardo dirlo ora, ma il tecnico ha ragione. Perchè la Samp ha un credito con la sorte (vero, anche oggi negli ultimi 5 minuti avrebbe potuto vincere la partita) e perchè il derby è una partita che si prepara in un mondo tutto a sé: vi ricordate con Ferrara? La sfilza di sconfitte era ancora peggiore, eppure finì 3-1. Caro mister, ci auguriamo tutti che lei non si sbagli.  

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