'Tanto tuonò che piovve', verrebbe da dire. Il gioco di parole è facilissimo, sin troppo scontato. A Genova, ogni anno, le allerte meteo spaccano in due l'opinione pubblica. Convinzioni trite e ritrite, banalità e approssimazione la fanno da padrone. Così come i luoghi comuni, vero e proprio flagello in queste circostanze. Sampdoria-Roma è stata rinviata: era naturale, considerando i livelli di allerta previsti per ieri sulla città. E in molti – specialmente al di fuori del capoluogo genovese, quindi senza conoscere la realtà della situazione - hanno trovato giusto puntare il dito sull'impianto Ferraris, senza riuscire a scindere la realtà dalla speculazione. Il problema non era il manto erboso, o la sua tenuta, quantomeno non era quello il problema principale.E non era nemmeno lo stadio, per certi aspetti fatiscente, vero, ma guai a dirlo a quelli che continuano a guardare a Marassi con gli occhi dell'innamorato, non vedendo le rughe, le crepe o un abito ormai fuori moda.

Il rinvio della partita è dovuto esclusivamente ad una questione di sicurezza pubblica. Spieghiamolo a chi legge dietrologie e complotti persino dietro alle decisioni basate sul buon senso e sulla prudenza. Spieghiamolo, soprattutto, a coloro che non vivono la realtà di Genova ma che nonostante ciò si sentono in dovere di puntare il dito contro immaginari nemici e poteri forti. Di fianco al Ferraris scorre il Bisagno, uno dei fiumi che con frequenza regolare a Genova esondano. Uno degli affluenti del Bisagno nella zona è il rio Ferreggiano, e purtroppo in Liguria basta il nome per evocare spettri minacciosi e molto, molto tristi. Mettetevi una mano sulla coscienza: voi vi sareste presi la responsabilità di ammassare 20.000 persone sulla riva di un torrente predisposto a strabordare, sotto la minaccia di una pioggia torrenziale e di carattere alluvionale? Io, ve lo dico in completa onestà, non avrei avuto il fegato di farlo. E questo indipendentemente dalla durata e dall'intensità dei rovesci che si sono abbattuti ieri a Genova.

So benissimo che la Sampdoria avrebbe avuto tutto l'interesse a giocare ieri la partita. Se ne rende conto chiunque, perchè la Roma arrivava alla gara acciaccata, in un momento non troppo positivo dal punto di vista mentale, accompagnata dal pensiero della Champions. Di fronte si sarebbe trovata una squadra galvanizzata dagli ultimi acquisti, pronta agli esordi di Zapata e Strinic, rilassata dopo due settimane di lavoro sul campo vissute sull'onda lunga del doppio successo ottenuto con Benevento e Fiorentina. Ma anche solo ipotizzare che qualcuno possa aver esercitato pressioni per 'favorire' la Roma mi trasmette la stessa sensazione che provo quando leggo su Facebook una notizia accompagnata dalla didascalia 'Fate girare!!' o 'Condividete!!'. Sampdoria-Roma è stata rinviata, pure io avrei preferito scrivere di sport, magari dopo aver assistito alle prime giocate di Zapata o alle prime sgroppate di Strinic. Ma paradossalmente potrebbe rivelarsi anche una notizia positiva per la Samp: garantisce a Giampaolo un'ulteriore settimana di lavoro e esperimenti, prima di dover scegliere tra i 'nuovi' e i 'vecchi'. E' stato il quinto rinvio in quattro anni, dopo Sampdoria-Inter del 2013 (nevicata), Sampdoria-Genoa e Sampdoria-Bologna del 2015 e dopo Genoa-Fiorentina dello scorso campionato. Vi dico la verità? Spero ce ne siano altri. Vorrebbe dire che il buonsenso e la prudenza, nonostante gli interessi milionari, continuano ad avere la meglio. Preferisco un sabato sera in più in casa, piuttosto che una caccia alle streghe imbottita di rimorsi.

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