Il suo nome non compare sul tabellino di Genoa-Sampdoria 0-2. Pensate che ci importi? No, perchè Duvan Zapata è stato letteralmente incontenibile al suo primo derby. Ha fatto pochi gol in blucerchiato sino ad oggi? Forse sì, Quagliarella ne ha fatti di più, ma direttamente o indirettamente ne ha propiziati almeno il doppio. In tanti erano scettici il giorno del suo arrivo a Genova: "bello grosso, è vero, ma lento. E poi segna poco". Niente di più sbagliato, perchè il panterone doriano è fatto di cemento, e quando gli avversari gli sbattono addosso hanno la sensazione di impattare contro un pilone. Zapata però non è solo pesante forza fisica: è esplosività e accelerazione, e quando distende la sua falcata ha il passo di un duecentista calibrato sulla struttura fisica di un colosso. Zapata va anche su, in alto, fino in cielo. Merito di quelle leve così imponenti, che spingono 90kg di muscoli come se pesassero la metà. Insomma, è un atleta strepitoso, praticamente un giocatore di football americano prestato al calcio.

Nei gol al Genoa c'è tutto Zapata: c'è una spizzata di testa per Ramirez a oltre 2 metri da terra, c'è un'accelerazione spaventosa per anticipare Perin e servire Quagliarella tutto solo a tu per tu con la gloria. In quanti hanno pensato che il portiere rossoblù sarebbe arrivato prima su quel pallone? Io, lo ammetto, ero convinto che sarebbe finita così, con la palla nelle mani del numero uno del Grifone e la Sud a rammaricarsi per una potenziale occasione sprecata. "Se solo Zapata non fosse lento...". Già. E' andata proprio così. E non è neppure un caso che Quagliarella abbia voluto dirottare gli applausi per il gol su quel ragazzone mite e gentile, che fuma la pipa come un vero genovese dopo ogni gol e che è letterlamente devastante. O Duvan-stante, perdonatemi il gioco di parole, era troppo invitante.

Per marcare questo Zapata servono giocatori dalle qualità fisiche e atletiche eccezionali. Persino Skriniar, la scorsa stagione, aveva faticato a Udine. Perchè non basta essere grossi, o giocare di anticipo. Zapata parte spesso da lontano, non gravita soltanto in area di rigore. Qualcuno si aspettava che potesse 'pestare i piedi' a Quagliarella, un'altra prima punta. La verità l'ha detto lo stesso Zapata, qualche tempo fa: "Con Fabio ci siamo intesi subito proprio perchè abbiamo movimenti distinti, dovuti al gioco dell'allenatore". Già, quel Giampaolo che per Duvan "Fa diventare importanti anche le cose che sembrano banali". In campo si è visto. Specialmente nel derby.

Proprio all'Udinese Zapata ha imparato anche un altro fondamentale, lo spirito di sacrificio: "L'anno scorso facevo più fatica, il gioco era palla lunga per Zapata e toccava a me far salire i compagni", aveva raccontato il centravanti in un'intervista ad inizio settembre. "Ora conto di avere più occasioni da gol, e di divertirmi di più". Detto, fatto. I suoi numeri, oggi, sono da urlo. Zapata ha giocato 9 partite alla Samp, e ha messo lo zampino in 9 gol segnati dai blucerchiati. Ne ha fisicamente realizzati 4, e ha servito 5 assist. Significa che in ogni partita con Zapata in campo la Samp parte dall'1-0. Considerando che l'ex Napoli ha giocato 701 minuti, vuol dire che ogni 77 minuti propizia una rete. Sul totale delle 24 marcature doriane di questa stagione, Duvan ha inciso quasi al 40%. Nel frattempo, è tornato in Nazionale, fuma la pipa sotto la Sud, a Genova è un idolo - o un incubo, chiedete a Rossettini e Zukanovic - si diverte e gioca sempre. Sta persino riuscendo nell'impresa di oscurare il suo predecessore, un certo Luis Muriel. Cosa chiedere di più? Provate a fermarlo, se ci riuscite. In questo momento, è inarrestabile. O se preferite, Duvan-stante.