Habemus trequartista. Lo possiamo già dire? Oppure non ancora, considerando che una rondine – e men che meno una partita di Serie A – non fa primavera? Ai posteri, o meglio, al campionato l'ardua sentenza. Nelle ore immediatamente successive a Sampdoria-Benevento e all'esordio della Samp versione 2017-2018, però, voglio concentrarmi più sulla prestazione di Gaston Ramirez, sino ad oggi l'uomo copertina del mercato blucerchiato. E anche il giocatore più atteso di questa 'prima' tutta inedita nel massimo campionato.

Gaston ha un nome che richiama quello del pretendente di Belle ne La Bella e la Bestia. E come il suo omonimo cinematografico, anche Ramirez è alto, con le spalle grosse, sfrontato e per certi versi un po' guascone. A differenza però del tonto cacciatore del cartone Disney, Ramirez calcisticamente parlando ha mostrato di avere un cervello fine e svelto. La prima ovazione personalizzata nei suoi confronti è arrivata dopo circa 5 minuti di gioco, dopo un dribbling secco a centrocampo che ha dato il 'la' a una pericolosa ripartenza blucerchiata. Ma ad impressionarmi positivamente nel suo esordio è stata la capacità di trovarsi sempre nel vivo dell'azione, a sostegno continuo delle due punte e perfetto in fase di raccordo con il centrocampo. In particolare a supporto di Torreira, uno che sembra avere già un grande feeling con l'ex Southampton, al pari di Quagliarella per la verità. D'altro canto, chi parla una certa lingua calcistica, si trova a suo agio con questo tipo di giocatore. A colpirmi, quindi, non sono state tanto la tecnica sudamericana e gli arabeschi palla al piede, quanto piuttosto i movimenti e il senso della posizione.

Ramirez è un giocatore differente rispetto a Ricky Alvarez (che è parso sempre un po' indolente) e pure rispetto a Bruno Fernandes, che comunque apprezzavo e avrei voluto rivedere in blucerchiato. L'uruguaiano rispetto ai due predecessori è sembrato più funzionale al gioco di Giampaolo, più avvezzo al passaggio filtrante, all'assist che smarca i compagni in area di rigore. 'Più trequartista', insomma, e meno interno di centrocampo prestato al ruolo. E non fatevi ingannare dal cioccolatino che ha spalancato la porta a Quagliarella per il raddoppio: non mi riferisco soltanto a quel particolare, perchè Ramirez giocate del genere le aveva già fatte altre due volte, liberando rispettivamente Praet e Caprari in buona posizione. D'altro canto, la cura Giampaolo a Empoli aveva fatto le fortune di Saponara, e potrebbe servire a rilanciare Ramirez dopo l'esperienza inglese. Poter contare su un 'doppio regista', uno per la fase di costruzione (Torreira) e uno per quanto riguarda la manovra avanzata (Ramirez) per la Samp sarebbe un vero e proprio lusso. Vorrebbe dire raddoppiare le fonti di gioco, e riportare imprevedibilità in una zona di campo dove la formazione blucerchiata, nella scorsa stagione, difettava di idee.

Come tutti, comunque, anche Gaston avrà momenti di calo e di fisiologica flessione. In alcune partite magari non si vedrà per novanta minuti, o magari si perderà per strada all'interno di un campionato che ogni volta sembra durare una vita intera, e dove i commenti di settembre difficilmente valgono anche a luglio. Figurarsi dopo una sola gara. Ecco spiegato il motivo del punto di domanda alla fine del titolo. Un po' è scaramanzia, un po' è 'paraculismo', un po' è reale dubbio e voglia di tenere i piedi ben ancorati a terra. Anche perchè questa squadra ha davvero tanti, tanti aspetti su cui lavorare. In Sampdoria-Benevento, però, abbiamo visto per la prima volta un trequartista puro. L'augurio è quello di imparare a conoscerlo davvero bene.

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