Mentre gli occhi di tutti sono (giustamente) puntati sull’attacco della Sampdoria, sulle sue evoluzioni e sui colpi di scena che garantirà in quest’ultima settimana di mercato, voglio concentrami ad analizzare le operazioni che, più o meno in sordina, stanno interessando un altro reparto blucerchiato. Un reparto di cui per forza di cose si parla con minor frequenza ma che per Giampaolo è il primo pensiero ogni mattina, prima di presentarsi a Bogliasco. La difesa della Sampdoria necessitava di rinforzi, dopo l’avventata – nei tempi, non nelle cifre – cessione di Skriniar e la mancata immediata sostituzione del centrale slovacco. Il tormentone sembrava essere arrivato ad una conclusione con l’arrivo di Gian Marco Ferrari, oggetto dei ‘desiderata’ blucerchiati e inseguito per settimane in un estenuante tira e molla con il Sassuolo.

Con l’innesto del centrale ex Crotone, la falla più evidente nel reparto è stata colmata. Non appena Ferrari avrà assorbito i dettami tattici di Giampaolo e i suoi movimenti, potete scommetterci, lo vedremo in campo. E credo anche che sia una tipologia di giocatore perfettamente complementare a Silvestre. Che poi diciamolo, chi è che gioca male di fianco a un centrale del genere? Il merito dell'exploit di Skriniar ad esempio è certamente del ragazzo e di Giampaolo, ma gran parte delle fortune di Milan vanno imputate a Silvestre. Il corsaro argentino è perfetto per valorizzare giovani centrali: lo sa anche Romagnoli, esploso sotto le sue cure. Lo sa anche Regini, che tornato al centro della difesa ha subito mostrato un altro piglio rispetto ai tentennamenti da terzino della scorsa stagione. Spezzo una lancia – impopolare lo so – a favore del numero 19 doriano. Che ha dei limiti, come tutti i calciatori del resto, ma anche due o tre peculiarità che gli vanno riconosciute. Regini nel corso della sua carriera si è sempre impegnato, dando tutto. Dal 1’ al 90’. Regini ha sempre giocato fuori posizione, in un ruolo non suo, che ha cercato di interpretare al meglio. Un ruolo dove servono passo, qualità tecniche e tempi di inserimento. Doti che chi nasce difensore centrale non ha. E’ diventato capro espiatorio, e lo ha fatto perché in un momento di difficoltà, con Pavlovic fuori per infortunio e Dodò desaparecido, la Samp aveva bisogno di lui. Contro il Benevento, dico la verità, l’ho visto convinto, concentrato, pulito. E sono felice per lui.

Il discorso di Regini mi permette di ricollegarmi al tema iniziale, che riguarda la difesa, e gli innesti sul mercato. Attualmente, per il ruolo di centrale, sono in tre a giocarsi la maglia. Silvestre, Ferrari, e appunto lo stesso Regini. I rumors davano la Samp ad un passo da Tonelli, e mi chiedo, sarebbe stato giusto ingaggiare un difensore di quella caratura, costipando ulteriormente il reparto? Intendiamoci, Tonelli è un difensore per cui avrei firmato subito, il primo giorno di mercato: ancora relativamente giovane, solido, integrato negli schemi di Giampaolo/Sarri, fisicamente straripante e ottimo nelle chiusure. Un giocatore da prendere al volo. Ma prima dell’arrivo di Ferrari. Si può discutere sulla convenienza di un’operazione che ha portato un giocatore potenzialmente valutato 15 milioni come Ferrari alla Sampdoria in prestito oneroso con diritto di riscatto e opzione di recompra per il Sassuolo: troppo favorevole a i neroverdi, troppo svantaggiosa per i blucerchiati. Ma dal momento in cui la Samp ha deciso di puntare su un profilo del genere, con il solo impegno del campionato da disputare, non sarebbero stati forse troppi tre centrali di livello con un dignitoso rincalzo come Regini? Io credo che ci fosse il rischio di ripetere quanto fatto la scorsa stagione, quando sulla trequarti inizialmente erano in quattro per un posto. La poca chiarezza non è mai la scelta migliore. Ritengo giusto quindi che la Samp abbia virato su un centrale di prospettiva come Andersen. Un colpo targato Pecini (e già questo mi basta), uno sconosciuto arrivato in sordina proprio cmoe Mustafi e Skriniar. Un giocatore da far crescere, insomma, e proprio questo sarà il compito della garanzia Silvestre. Il vero nodo da sciogliere, se mai, è rappresentato dalle fasce, costipate all’inverosimile senza essere appannaggio di nessuno. Ma questo è un altro Sampmania

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