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  • Sampmania: nomi e cognomi

    Sampmania: nomi e cognomi

    • Lorenzo Montaldo
    L'ennesima fuga di notizie, in casa Sampdoria, lascia quantomeno spiazzati. Anche perchè quando si toccano argomenti delicati come la possibile cessione di una squadra di calcio, che è si patrimonio personale del presidente ma anche del territorio che la ospita e a cui si avvolge intimamente, si coinvolgono troppe realtà per poter pensare solamente all'interesse e ai propri - legittimi - conti.

    Soprattutto, viene difficile pensare che la stessa proprietà che era stata capace di tenere totalmente segreto il passaggio del club doriano dalle mani di Garrone a quelle di Ferrero non sappia tamponare eventuali 'falle' di comunicazione. Specie in un ambito riservato come quello di un semplice contatto iniziale per l'eventuale acquisizione di una società di calcio, e neppure di una trattativa vera e propria già imbastita. Fatto sta che la fuga di notizie è avvenuta, eccome. E a più di 24 ore, ancora tutto tace da Corte Lambruschini. Non ci sono state le smentite di rito, sempre molto puntuali nelle occasioni precedenti, non ci sono state dichiarazioni di Ferrero o dell'avvocato Romei per negare con decisione i contatti. Probabilmente arriveranno, non lo so, ma comunque in netto ritardo rispetto al solito.

    A pochi giorni dalla partita con il Pescara, e a una settimana dalla partita più importante della stagione, forse sarebbe stato meglio non far trapelare nulla. E intendiamoci, non vuol essere un atto d'accusa nei confronti dell'ottimo giornalista che ha riportato quella che è una notizia a tutti gli effetti. E' il suo lavoro e, lo ammetto, lo avrei fatto anche io. In questi momenti dev'essere la dirigenza brava nel compattarsi nel silenzio, oppure smentire con forza di fronte a voci 'inventate'.

    Visto che però la fuga di notizie c'è, e proprio perchè una squadra di calcio, come la Sampdoria, non è semplicemente una proprietà ma anche un vissuto collettivo, un contenitore di emozioni, lacrime, gioia e storie bellissime, chiediamo che gli eventuali compratori o presunti tali si qualifichino. Nomi e cognomi, programmi, intenzioni, disponibilità. Come scrive l'ottimo Stefano Rissetto, noto esponente del giornalismo genovese: "Se il calcio è diventato un'industria, resta però un'industria che non può prescindere dagli aspetti sentimentali ed etici: nessuno obbliga nessuno ad entrarvi, ma chi vi entra deve tener sempre presenti i particolari contenuti sociali ed emotivi di quel che maneggia". E così chi vuole uscire dal mondo del pallone deve prendere in considerazione tutti gli aspetti coinvolti.

    Anche perchè la preoccupazione principale di vari tifosi, espressa anche qui su Calciomercato.com, è quella di trasformarsi più che nel nuovo Manchester City nel nuovo Malaga. Preoccupazione legittima, condivisibile, e di certo basata sulla poca trasparenza di alcuni personaggi che ruotano attorno all'industria calcio. Una preoccupazione dovuta anche all' 'ignoranza', e non con accezione negativa, ma nel senso di 'non conoscenza' di eventuali programmi e delle persone che stanno dietro alle cose. E' facile parlare di 'fondi d'investimento', meno semplice è dare un volto a queste figure. A prescindere da arabi, Abu Dhabi, caffè e petroldollari, i tifosi della Sampdoria chiedono soltanto chiarezza. Una chiarezza dovuta a chi decide di occupare il suo tempo con la Sampdoria e che con la sua passione la foraggia. Anche se non esistesse alcuna trattativa.

    @MontaldoLorenzo

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