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  • Sampmania: un mercato da 7, ma con i tempi sbagliati

    Sampmania: un mercato da 7, ma con i tempi sbagliati

    • Lorenzo Montaldo
    Come ormai accade regolarmente tutti gli anni, si sono spesi fiumi di "inchiostro", virtuale e non, sul mercato della Sampdoria. Ad ogni sessione Ferrero e gli stati generali della Samp disfano e ricreano, vendono, comprano, mischiano le carte e ribaltano da cima a fondo una rosa ogni anno rivoluzionata.

    Chiariamo subito il significato del voto "7" dato al mercato della Sampdoria. E' la media dei due tronconi, il 5 alla difesa e l'8 dal centrocampo in su. Con mezzo punto in più per le tante, interessanti operazioni a livello giovanile. Un dato salta decisamente all'occhio. Sono arrivati 14 nuovi innesti, sono partiti in 9, non cosiderando i prestiti. Tra gli acquisti, tolto l'esperto Cigarini (classe '86) e Pavlovic, non più un ragazzino (è nato nel 1988) tutti i volti nuovi doriani hanno meno di 25 anni. C'è Budimir del 1991, Djuricic e Dodò ('92) e poi una sfilza di 'giovanissimi', dai 22 anni in giù. La media dice 22,79 anni. Un dato statistico puro e semplice, ma che certifica in maniera netta la filosofia blucerchiata: comprare giocatori giovani e talentuosi, potenzialmente esplosivi, magari versando anche cifre importanti per realizzare in futuro plusvalenze. Una linea di condotta che, nel calcio dell'autofinanziamento, non può essere criticata. Eppure estremamente rischiosa, perchè infarcire una squadra di calciatori inesperti può anche rivelarsi un'arma a doppio taglio. Viceversa, l'età media dei partenti è di 27,3 anni. E sarebbe potuta essere anche più alta, se da Corte Lambruschini fossero riusciti a piazzare anche Cassano, come si auguravano i vertici societari. Chiaro segnale dell'obiettivo di Corte Lambruschini, ossia svecchiare la rosa.

    Insomma, come sempre accade i numeri non dicono tutto, ma aiutano a tracciare un quadro che era già chiaro sin dalle prime dichiarazioni del duo Ferrero-Romei. Sviscerati i freddi dati, è il momento di giudicare le operazioni dal punto di vista del campo. Che poi è quello che più interessa i tifosi. Qui le valutazioni sono soggettive, e suscettibili di giudizi differenti da persona a persona. Soltanto a maggio sapremo chi era andato più vicino ad azzeccare le previsioni. 

    Le maggiori perplessità, è inutile girarci attorno, me le crea la difesa. Avevo già scritto in passato in merito ai 'tempi sbagliati' e alla filosofia del 'tutti cedibili'. La sostanza del mio pensiero è questa: non è vero che sono tutti vendibili. O meglio, non lo sono tutti in ogni momento del calciomercato. La cessione di De Silvestri, arrivata a poca distanza dall'incredibile vicenda Castan - gestita malissimo da tutte le parti in causa - continuo a ritenerla un errore sanguinoso. Anche dopo due buone prestazioni di Sala, anche dopo due successi consecutivi. In quel momento specifico del mercato, a due settimane dalla chiusura delle porte dello Star Hotel e a campionato già iniziato, il capitano blucerchiato non andava ceduto. E non perchè De Silvestri sia insostituibile (oltretutto, il ruolo del terzino raramente sposta gli equilibri di una squadra) ma per il significato intrinseco della sua vendita. Lasciar partire uno degli uomini spogliatoio, di maggior carisma, esperienza ed affidabilità, alla vigilia dell'esordio in campionato continuo a ritenerlo un errore. 

    L'arrivo Pavlovic a parametro zero e di Dodò colmano l'atavico buco a sinistra, per quanto in molti non siano entusiasti del brasiliano, che io ritengo un buon giocatore. Ma il centrale da affiancare a Silvestre, Regini e Skriniar andava preso molto, molto prima. Questo tenendo conto anche della partenza di MoisanderDiakité e Cassani: si sapeva che la coperta, là dietro, era corta. Come rinforzo avrei gradito - opinione personale, sia chiaro- un giocatore di maggior esperienza e caratura rispetto a Krajncconsiderando che oggi sono entrati a bilancio altri 4 milioni derivanti dalla cessione di Mustafi dal Valencia all'Arsenal

    Se anche la Samp non avesse realizzato plusvalenze (e così non è) quella cifra sarebbe probabilmente bastata da sola per portare a Genova un difensore diverso dall'ex Cagliari. Ammetto di non conoscere a sufficienza lo sloveno, ma mi sarei atteso un giocatore più 'pronto' alla Serie A. Anche giovane, magari, ma più preparato alle pressioni del nostro massimo campionato. Ecco spiegato il motivo del "5" al mercato in difesa. Che per fortuna può contare su un maestro della linea a quattro come Giampaolo.

    Già, a proposito di allenatore. La vicenda Montella mi ha lasciato molto perplesso, soprattutto dopo che la piazza si era fatta la bocca alla permanenza dell'allenatore. E ammetto di essere stato scettico in prima battuta su Giampaolo. Uno scetticismo infondato, vien da dire adesso, e che diventa sempre più un lontano ricordo per ogni giorno di gestione del mister. 

    Rivoluzione anche a centrocampo, ve ne sarete accorti. Lo stesso Giampaolo, in sede di presentazione, aveva avuto parole di stima e curiosità per Correa e Fernando. Mi sarebbe piaciuto in particolare vedere l'argentino allenato dall'ex tecnico empolese, chissà, magari l'anno prossimo i milioni sarebbero potuti essere di più. Ma la cessione, per importo e per blasone della squadra interessata, era inevitabile. Così come era inevitabile la cessione di Fernando, dopo un vero e proprio romanzo a puntate. Trattare con le squadre russe non è mai facile, la Juventus insegna. Anche per la partenza di Soriano la Samp ha monetizzato bene, anche se personalmente credo che l'ex numero 21 doriano valga ben più dei 15 milioni della clausola. Ma dopo il campionato scorso, 14 milioni sembravano utopia. A livello umano, poi, non si può scordare Krsticic, a cui si può augurare soltanto che la miglior carriera possibile.

    Già, però nel reparto sono anche entrati tanti giocatori. Ad esempio Cigarini, operazione che ritenevo estremamente positiva seppur a cifre magari leggermente inferiori, che ora rischia di perdere il posto. A fargli le scarpe potrebbe essere Torreira. Comprato a gennaio lo scorso anno, ma arrivato a Genova solo in estate. Togliere uno così è estremamente difficile. Così come sembra difficile pensare che Linetty, che migliora partita dopo partita, possa essere scavalcato nelle gerarchie da qualche altro giocatore. Quella di portare a Genova il polacco è stata un'altra ottima intuizione. La conferma del Barreto visto in queste prime uscite potrebbe rivelarsi un colpo a sorpresa, ma alle sue spalle scalpita Bruno Fernandes. Classe 1994, titolare della Nazionale olimpica e da 3 anni anche nell'Udinese, il portoghese  può definitivamente esplodere alla SampQuella tipologia di giocatore piace da morire a Giampaolostarà al mister lavorarci su. Stessa leva, ma aspettative ancora maggiori per Praet. Sostituire Correa con uno dei giovani più interessanti del panorama europeo è stata una mossa che ho apprezzato molto. In tanti lo attendono al varco, se si farà trovare pronto può essere il vero 'crack' della stagione. Interessante anche la scommessa Carbonero, mentre sembra ridursi lo spazio per Ricky Alvarez, che comunque può rivelarsi preziosa alternativa, e soprattutto per DjuricicOperazione inspiegabile, quella del serbo che infatti veniva dato in partenza nei giorni scorsi. L'affollamento sulla trequarti è tanto, forse persino troppo.

    L'attacco, con Quagliarella che si sacrifica e si danna l'anima come un esordiente in Serie A, era il reparto che a mio parere necessitava di minori correttivi. Piccola premessa, io sono di parte e stravedo per Cassano, ma al 99 non avrei mai rinunciato. Mi aspettavo l'annata positiva di Luis Muriel, e credo che gli innesti di Budimir e Schick vadano a colmare ottimamente il reparto. Il croato, se sarà capace di 'sgrossarsi' in questa prima stagione di Serie A, può offrire una valida alternativa, mentre la scommessa Schick porta la firma e il timbro di Pecini. A me, basta.

    Un mercato da 7, in sostanza, con quattro grossi nei: la mancanza di personalità in un reparto nevralgico come la difesa, le tante scommesse nell'undici titolare, la gestione - pessima - della vicenda legata ad Antonio Cassano e i tempi sbagliati di alcune cessioni o di alcune operazioni ritardate troppo. Un malessere, quello relativo ai "tempi troppo stretti", espresso anche da Giampaolo con quella famosa intervista che sapeva tanto di 'richiamo all'ordine' nei confronti della dirigenza doriana. Limando questi aspetti, la Samp avrebbe condotto un mercato magistrale. Ma in questo caso staremmo parlando della Juve, non della Samp. E allora auguriamoci che Ferrero, Romei, Osti e Pecini abbiano vinto tutte le loro scommesse: in quel caso ci sarà da divertirsi, almeno sino al prossimo mercato.

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