E' finita. Tra una sudata e una notte quasi insonne, con notizie da raccontare in tarda serata e da riprendere al mattino dopo, si è chiusa un'estate rovente, per certi versi estenuante. E pure un po' divertente, concedetemelo, almeno per quelli che come il sottoscritto con il mercato ci convivono tutti i giorni. Ci siamo arrabbiati, ci siamo incupiti, poi ci siamo esaltati e ci siamo interrogati. E tutti abbiamo espresso la nostra opinione, il bello del calciomercato è anche questo. Ora viene il compito più complesso, almeno per me: prima del campo, prima del calcio giocato, ci sono i giudizi da dare. E' un salto nel buio, un complesso equilibrio tra razionalità e 'pancia', è come camminare sul filo del rasoio. Bisognerebbe cercare di non sbilanciarsi, da certe opinioni è difficile tornare indietro. Io non lo farò: spero di azzeccarci ma in caso contrario, perdonatemi: è tutto fatto in buona fede. Una cosa però non tollero: le fazioni. Tendenzialemente diffido da chi ha la verità in tasca. E non sopporto gli 'osanna, osanna', chi difende a prescindere a spada tratta ogni decisione, e chi invece critica qualunque scelta. Credo che nella vita esistano i grigi, e spesso trovo che siano proprio le sfumature a descrivere il mondo. Per ritrovare il filo in un'estate mai così complessa, penso che sia il caso di analizzare reparto per reparto i movimenti in entrata e in uscita. E' il modo più semplice per raccapezzarsi.

In porta la Sampdoria non ha fatto praticamente nulla. Ed è giusto così, perchè i blucerchiati possono contare su una coppia di numeri uno. Alla Samp non c'è un titolare e una riserva: i problemi fisici che Viviano sta sconfiggendo – lo aspettiamo in campo – sarebbero stati una magagna pesante per qualunque squadra. Per fortuna, la Samp non ne ha risentito, perchè si è ritrovata in casa un portiere affidabile, sicuro e motivato come raramente accade. Puggioni ha salvato la Samp in più di un'occasione, era giusto dargli fiducia.

Giampaolo lo va ripetendo da mesi: la difesa è la sua prima preoccupazione. In questo reparto, lo staff di Ferrero ha lavorato bene, ma sbagliando completamente le tempistiche. La cessione di Skriniar è stata avventata, sarebbe stato meglio individuare prima un sostituto. Giusto rimpiazzaro con Ferrari, prospetto interessante, ma con modalità e cifre diverse. Soprattutto, il titolare da affiancare a Silvestre sarebbe dovuto arrivare ad inizio mercato: Giampaolo è sempre stato piuttosto chiaro in merito, e un allenatore andrebbe sempre accontentato nel limite del possibile quando ha richieste così specifiche. Non sono mai campate in aria. Interessante l'acquisto di Murru, bellissimo il colpo Strinic, che farà da chioccia all'ex Cagliari. La ciliegina sulla torta sarebbe stato un terzino destro, ma penso anche che Bereszynski abbia del potenziale. Tonelli si sarebbe rivelato un'ottima alternativa in mezzo, ma avrebbe anche costipato un reparto che al momento vanta 5 centrali, tre 'pronti' e due da sgrossare.

Il centrocampo è decisamente il reparto che offre più garanzie. Il rinnovo di Torreira, e le numerose offerte respinte al mittente, si sono rivelate un capolavoro, nonché la base su cui costruire la Sampdoria 2017-2018. Trattenere Praet è stata una mossa intelligente, Linetty offre dinamismo e quantità, la stessa che porta in dote Barreto, assieme ad un discreto carisma. Intrigante l'innesto di Verre, che però in queste prime uscite non si è mai visto, così come quello di Capezzi che nelle idee di Giampaolo dovrebbe prendere il posto di Torreira. La sostituzione di Bruno Fernandes con Gaston Ramirez è stata sicuramente la mossa mediatica più controversa. Vi dirò la verità: da un punto di vista tecnico, nell'orizzonte del breve periodo, non ci sono paragoni. Stravedo per il Ramirez ammirato nelle prime giornate, che è un trequartista puro, perfetto per gli schemi blucerchiati. Ho scritto spesso in merito a questo argomento. Quello che non mi convince è l'operazione a lungo raggio: investire la stessa cifra ottenuta dalla cessione di un ragazzo del 1994 nel giro della nazionale portoghese in un calciatore più vecchio di 4 anni ha poco senso. Ma la volontà di Bruno Fernandes evidentemente ha pesato molto nella scelta. E la dirigenza blucerchiata lo ha sostituito come meglio poteva.

“Il dolore peggiore che un uomo può soffrire: avere comprensione su molte cose e potere su nessuna”. A dirlo era Erodoto, storico greco, mica io. Ma è una frase che si può applicare perfettamente al mercato della Sampdoria per quanto riguarda gli attaccanti. Via Schick e Muriel, accompagnati dalla spinta più forte che si possa avere, quella del denaro, dentro Caprari e Kownacki. Giocatori di prospettiva, ma ancora da formare. Chiunque a Genova si aspettava il grande colpo, il bomber capace di garantire i gol necessari per la salvezza. Tutti capivano la necessità di Giampaolo di averlo a disposizione il prima possibile, nessuno aveva il potere di incastrare dinamiche di mercato e portarlo a Bogliasco. La sofferenza peggiore. Alla fine, il penultimo giorno di mercato è arrivato Zapata. Pagato troppo? Forse si, in linea di principio. Pagato troppo per le condizioni contingenti? Forse no, perchè quando bussi alla porta di chi vende con le tasche gonfie di soldi, e non hai scelta, il prezzo lo fa il venditore. E anche in questo caso si ripropone il tema della tempistica. E' stato sbagliato 'liberarsi' di gran carriera di Muriel e Schick, in particolare prima di avere rimpiazzato almeno uno dei due calciatori, nonostante il programma sbandierato a più riprese: “Prima individuiamo il sostituto, poi partiranno”. Non credo che ci fosse particolare fretta. E la fretta, si sa, è cattiva consigliera. I nuovi arrivati hanno potenzialità: Caprari può 'fasi', Zapata mi piace. Il colombiano è forte fisicamente, garantisce alla Samp una soluzione che sino ad oggi non aveva: il gol 'di prepotenza', la zuccata vincente, la rete da centravanti. Ma non può indirizzare una gara come Muriel, o strappare un secondo tempo come Schick. Mettiamocelo in testa già da oggi, non chiediamoglielo nemmeno: sarebbe il modo migliore per rovinare un investimento corposo, e che può portare soddisfazioni. Specialmente in partite come il derby.

La vera garanzia, però, è quella che ripartiremo da dove ci eravamo lasciati. Da un allenatore che tira fuori il meglio dai suoi giocatori, che lavora molto e parla poco, che si concentra sul campo, unico vero imprescindibile arbitro. Giampaolo conosce la squadra, i giocatori più rappresentativi, l'ambiente e la Serie A. Ha già fatto un anno intero a Genova, e ha ricominciato la stagione successiva. Non succedeva da anni, l'ultimo a riuscirci era stato Mazzarri. Lasciamo lavorare Giampaolo, senza caricarlo di aspettative inutili e di critiche superficiali. Sarà lui il nostro acquisto migliore. Ne sono convinto.

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