Quanto bruciano quattro schiaffi così, a freddo, quando meno te lo aspetti. Bruciano perchè quella di Udine non è la vera Samp, bruciano perchè ci sarebbe stato bisogno di un altro finale, di un epilogo tutto differente per continuare a sognare. Avrei voluto scrivere qualcosa di diverso questa mattina, peccato. Ma siamo soltanto al 1 di ottobre: celebrare funerali anticipati, dichiarare già che questa Samp non può ambire a traguardi ambiziosi per colpa di un esame fallito è prematuro, e poco equilibrato. Ci saranno altri esami, ci saranno altri momenti chiave nel corso del campionato, altri appuntamenti da non fallire. Magari, chissà, i ceffoni di Udine saranno più utili di quanto pensiamo.

Tre errori, tre ingenuità commesse dai giocatori simbolo di questa Sampdoria arrestano la corsa blucerchiata. Puggioni, Barreto, Torreira, altri modi per dire esperienza e classe, talento e affidabilità. Eppure, nel pomeriggio friulano sono loro paradossalmente a 'tradire' la Samp. Il terzo e il quarto gol, arrivati in contropiede a risultato praticamente acquisito, neppure li conto. Hanno avuto solo l'utilità di rendere più profondo il solco scavato da questa sconfitta, ma sono ininfluenti al fine dell'analisi. La gara si è snodata in ben altri momenti. La truppa di Giampaolo si affossa da sola, toglie le castagne dal fuoco al suo vecchio amore Delneri e rimanda quell'esame di maturità invocato dall'intero ambiente in settimana. Tutti, da Ferrero a Giampaolo passando per ogni singolo giocatore, avevano sottolineato quanto complicata e importante fosse la partita con l'Udinese per capire la reale dimensione della squadra. La sconfitta è maturata a causa dei tre attimi di follia avuti dai giocatori che non ti aspetti, quelli su cui puoi fare sempre affidamento. Paradossalmente anche questa si può leggere come una 'buona' notizia. Perchè la Samp si è sfaldata sul lungo periodo, ha sofferto ed è incappata in una giornata grigia, ma sono stati gli episodi ad indirizzare la gara sui binari di una grigia mediocrità.

Sì, è vero, sono esageratamente ottimista, ma sono convinto che giocatori come Torreira, Puggioni e Barreto non ripeterebbero sbagli del genere neppure giocando la partita con i bianconeri cento volte. Credo che la vera Samp sia a metà strada tra la scintillante macchina perfetta vista con il Milan, e la scialba formazione che ha sofferto la rapidità in contropiede di un'Udinese giunta all'ultima spiaggia. C'è qualcosa che va migliorato, ovviamente: il Doria deve imparare a trovare le motivazioni giuste per rimanere concentrata anche quando l'avversario non si chiama Milan, o Inter, o Juventus o Roma. E' questo il principale difetto della Samp degli ultimi anni, è questo l'unico vero limite della squadra di Giampaolo. Soltanto cambiando questo aspetto, la Samp potrà diventare finalmente grande. Magari chissà, gli schiaffi di Udine serviranno proprio a questo. E poi diciamoci la verità, un passo falso dopo una gioia come quella di domenica scorsa possiamo anche concederlo. No?

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