"Se oggi fosse stato più assolato sarebbe stato un inferno, avremmo giocato in un forno. Giocare alle 12.30 mi fa schifo, ci hanno buttato dentro un paio di volte a quest'ora, sarà anche un caso, ma mi rompe i c...". È stato fin troppo chiaro, come suo solito, Maurizio Sarri, quando ieri si è presentato in conferenza stampa dopo la vittoria del Napoli sull'Empoli. Una partita controllata e dominata nel primo tempo, con tanti brividi vissuti invece nel finale. Anche, secondo l'allenatore, per colpa dell'orario in cui la sua squadra è stata "ostretta a giocare. Un "fastidio" che ha radici più profonde della sfida del Castellani di ieri, ma arriva dalla scorsa stagione. In particolar modo, il precedente che più ha fatto arrabbiare Sarri si può datare 3 aprile 2016, quando il Napoli giocò sul campo dell'Udinese e ne uscì non solo sconfitto, ma senza Higuain, espulso e squalificato per tre giornate.

CHE AUTOGOL - Prima di quella partita, il Napoli di Sarri aveva già giocato - e perso - alle 12.30 contro il Bologna. Contando le ultime due stagioni, sono cinque le sfide dell'ora di pranzo che hanno visto protagonista il club di De Laurentiis, con un bilancio di tre vittorie e due sconfitte. Quelli arrivati lo scorso anno sono gli unici ko all'ora di pranzo per gli azzurri che, se si allarga l'analisi dei precedenti a prima dell'arrivo dell'ex Empoli in panchina, hanno giocato in totale 17 volte, ottenendo anche undici vittorie e quattro pareggi. Non un orario indigesto quindi al Napoli, ma solo a Sarri. Anzi, alla SSC Napoli giocare alle 12.30 farà anche piacere, visto che il calendario e l'orario delle partite è stabilito dalla Lega Serie A, che è l'organo composto da tutte e 20 le società del massimo campionato - Napoli incluso - e che spalmando le partite su più orari c'è la possibilità di monetizzare meglio dalla vendita dei diritti televisivi, in Italia come all'estero. E, di conseguenza, aumentare anche i ricavi del Napoli stesso, il cui fatturato - inferiore rispetto a quello dei top club europei - è sempre indicato da Sarri come la principale ragione con cui spiegare le disfatte della sua squadra. 

Il calcio degli anni 2000 è cambiato e continuerà a cambiare. Stanno cambiando i calendari, sta cambiando il mercato - altro argomento che non piace a Sarri - , che lui sia d'accordo o meno. E voi, come la pensate? Siete d'accordo con le sue parole? Fatecelo sapere votando il nostro sondaggio.

@marcodemi90