Che Sarri non fosse un mostro di educazione, lo avevamo capito quando insultò Mancini a bordo campo. L’insulto non è mai bello, ma quello sessista è particolarmente sgradevole, inaccettabile diremmo: il tecnico dello Zenit, allora all’Inter, non lo digerì, e lo possiamo capire.

Dopo l’eliminazione dalla Champions, delusione feroce oltre che danno economico per il Napoli, un giornalista ha rivolto a Sarri un’osservazione non solo legittima, ma anche doverosa e quasi scontata: la situazione è peggiorata rispetto alla scorsa stagione perché ha mancato la qualificazione agli ottavi, il primo obiettivo è stato fallito. La risposta è stata imbarazzante: "All’inizio della stagione chiamerò te invece di De Laurentiis per stabilire gli obiettivi, così la smetti di fare domande del c…”, dove c… non sta per cavolo.

Un allenatore, per essere bravo, deve avere qualità e conoscenze tecniche importanti e Sarri certamente le ha: da questo punto di vista è un grande, anzi un grandissimo, tanto che in questi due anni e mezzo siamo rimasti incantati nel vedere il suo Napoli in campo.

Un grande allenatore, però, non è necessariamente un allenatore da grande squadra, perché per gestire un club di primissimo piano qual è il Napoli servono anche altre doti: la capacità di relazionarsi con il mondo esterno, di resistere alle pressioni, di fronteggiare le difficoltà. E Sarri da questo punto di vista è assai carente.

Non è solo una questione di educazione, ovviamente. Vi sembra normale, ad esempio, che l’allenatore di una grande società si lamenti per situazioni banali, note da sempre, comuni a tutti i suoi colleghi? Tipo il fatto che i suoi calciatori siano impegnati in nazionale, oppure - addirittura - che si giochi ogni tre giorni. Se allenasse ancora l’Empoli, con tutto il rispetto per quella meravigliosa realtà, avrebbe sicuramente meno nazionali e non dovrebbe far fronte alle fatiche delle coppe europee.

E’ per questo che ci chiediamo: Sarri, indiscutibilmente un grande allenatore, è un allenatore da grande squadra?

@steagresti