Di fatto questo pareggino col Benevento (2-2) lo è, un punto guadagnato. Le tante assenze in una partita così delicata (Sensi, Lirola, Goldaniga), l'inatteso svantaggio iniziale.. Resta viva tuttavia la sensazione di aver buttato all'aria i due punti mancanti.

Intendiamoci, non è che il Sassuolo meritasse poi molto di più
; il Benevento ha disputato, come spesso gli capita ultimamente, un'ottima gara. Certo viziata da errori classici da ultima in classifica, ma comunque un'ottima gara. Con quel Diabaté lì che somiglia a un giocatore di basket, che sembra addirittura calzare un paio di scarpe da parquet, e con quel suo Djuricic fantasioso tra le linee, e il suo buon Sandro, padrone del centrocampo.

Iachini doveva fronteggiare le assenze di Sensi (distrazione muscolare), uno degli uomini più in forma del Sassuolo, e quelle più gravi, in termini di equilibrio collettivo, di Lirola e Goldaniga. Queste ultime due defezioni, infatti, hanno costretto il tecnico ascolano a reinventarsi il recente 3-5-2. La bocciatura per inaffidabilità di Lemos (responsabile del pareggio a Milano) ha fatto il resto: Peluso è stato dunque spostato a destra nei tre dietro, con Dell'Orco alla sinistra di Acerbi. Quinti di centrocampo, Rogerio e Adjapong, e Cassata preferito a Mazzitelli nel ruolo di mezzala destra. Panchina per Berardi

La strategia iniziale del Sassuolo era quella di aggredire molto alto. Purtroppo però il palleggio degli stregoni ha spesso mandato a vuoto la pressione neroverde. Si sono viste tante, troppe ripartenze. La formazione di Iachini è parsa a tratti squilibrata, con un Dell'Orco non proprio ineccepibile. Così, malgrado due occasioni nitide per i neroverdi, è arrivato l'1-0 di Diabaté al 22'. Fortunatamente poi il Sassuolo ha trovato il pareggio prima dell'intervallo, grazie a una splendida azione corale conclusa in rete da Politano su assist di Babacar.

Nella ripresa Iachini ha cercato di vincerla con una modifica: inserendo al 61' Berardi al posto di Magnanelli, togliendo quindi un centrocampista per una punta, è passato al 3-4-3. Squadra dunque ancora più offensiva. E in effetti la mossa ha dato subito frutto, in quanto il raddoppio di Politano è arrivato, sempre su assist di Babacar, intorno al 64'.

Ma ad ogni mossa corrisponde una contromossa, se siedono in panchina due validi allenatori. De Zerbi, appena dopo il gol, ha chiesto il cambio: dentro Parigini esterno alto a sinistra al posto della seconda punta Iemmello, Djuricic spostato a centrocampo nel ruolo di mezzala destra, in reparto con Sandro e Cataldi. Il passaggio dal 4-4-2 iniziale al 4-3-3 nei piani del tecnico del Benevento serviva a sfruttare la superiorità numerica in mezzo al campo, dato che il Sassuolo giocava ormai con due soli centrocampisti (Missiroli e Cassata), e rischiava fortemente di sbilanciarsi con le tre punte.

E' stato a questo punto della gara che, a mio avviso, Iachini ha sbagliato qualcosa. Condizionato forse da una botta alla spalla presa da Missiroli (che però era pronto a rientrare in campo), ha effettuato frettolosamente il secondo cambio: fuori il Missile per Mazzitelli (70'). Ecco allora dov'è stato l'errore, un errore di sottovalutazione del pericolo: perché mantenere tre punte dopo aver ribaltato il risultato, senza leggere la contromossa di De Zerbi e il probabile finale all'arrembaggio del Benevento? Non si poteva rinforzare il centrocampo tornando a tre? Basta rivedere l'azione del pareggio del Benevento per accorgersi di quanta libertà ha goduto Sandro prima di infilare la difesa. Un'altra domanda che ci possiamo porre è questa: che fine ha fatto Duncan? Non sarebbe stato utile in quel momento, a maggior ragione nel caso in cui Missiroli non ce l'avesse fatta? Peccato. 

Ora, a + 4 dalla zona retrocessione (il Crotone ha perso col Genoa e mercoledì giocherà in casa contro la Juventus), bisognerà vincere a tutti i costi nel turno infrasettimanale contro il Verona. Se diamo infatti un'occhiata agli altri scontri in programma risulta doveroso, è un'altra grande occasione: il Cagliari a 32 (sopra al Sassuolo di un punto) affronta l'Inter a Milano, l'Udinese (33), in crisi nera, il Napoli al San Paolo, mentre al di sotto dei neroverdi andrà seguito con grande attenzione il match tra Spal (28) e Chievo (30).