Partita a due facce, tanto per il Sassuolo che per il Bologna. Giusto il pareggio, i titoli erano già pronti; un punticino a testa avrebbe giovato a noi e a loro (un po' più a loro che a noi). E invece al minuto 88 un baby rossoblù dal nome difficilissimo (Okwonkwo), appena subentrato ha segnato il gol che ha deciso il derby, lasciandoci di sasso. Tre punti al Bologna, e Sassuolo fermo a 4 in classifica, insieme a Crotone e SPAL. Fortuna che Verona e Benevento hanno iniziato il campionato malissimo, e che il Genoa giocava contro l'Inter.

Ma la classifica non andrebbe guardata, adesso come adesso. Anche perché dobbiamo assolutamente rendere onore al primo tempo dei neroverdi. Ingannerebbe, oggi, leggere soltanto il risultato. Nella prima frazione di gioco il Sassuolo è tornato a mettere sotto il Bologna, cosa che, va ricordato, non era accaduta nei precedenti della stagione scorsa. Così, se è vero che Donadoni non poteva disporre della stessa formazione che aveva infastidito l'Inter martedì scorso (Di Francesco si è allenato poco in settimana), nessuno lo obbligava a mettersi a specchio, rinunciando al tridente. Invece Donadoni, che temeva evidentemente il 3-5-2 del Sassuolo, ha schierato anche lui tre difensori, cinque centrocampisti e due punte, con risultati imbarazzanti nel primo tempo, e incredibilmente positivi nel secondo.

Chi ci ha rimesso con questo modulo è stato proprio Verdi, il giocatore più talentuoso, e perciò più temuto, del Bologna. Non partendo da esterno ma da seconda punta, in tandem con Palacio, la differenza ha smesso di farla, finché non è stato sostituìto.

Il problema d'altro canto è stato questo: come il Bologna è rientrato in campo nella ripresa per modificare un atteggiamento eccessivamente impacciato e rinunciatario, così il Sassuolo si è creduto forse troppo più forte, dopo aver spadroneggiato per 45'. Gli specchi degli spogliatoi hanno rammollito l'undici di Bucchi, che, tornato in campo, per poco non è stato travolto nei primi minuti della ripresa.

Ma la chiave della partita è stata un'ingenuità. L'ingenuità del giocatore più esperto e carismatico del Sassuolo, vale a dire Magnanelli. Dopo la doppia ammonizione di Baselli in Juve-Torino, è arrivata la sua in Sassuolo-Bologna. In dieci, i ragazzi di Bucchi hanno ceduto gradualmente, fino ad arrivare a prendere gol nel finale. Il mister, poco prima dell'espulsione, aveva appena cambiato Berardi, un deludente Berardi rientrato dall'infortunio dopo due giornate di assenza, con Biondini. L'intento era quello di replicare la fortunata mossa di mercoledì, alzando Sensi (ancora fresco) sulla trequarti. Ma il piano è saltato a causa dell'errore del capitano. A quel punto il Sassuolo non poteva più ripartire, e Donadoni l' ha capito, infierendo a dovere. La svolta della partita, riassumendo, è stata principalmente questa.

Una considerazione a parte, per concludere: dalla tribuna, nel corso del secondo tempo, si sono iniziati a sentire dei fischi e delle lamentele isolate. In particolare al momento del cambio di Matri
, reo di essersi mangiato l'unica occasione vera del Sassuolo (al 18' del primo tempo); e quando Bucchi ha sostituito Berardi con Biondini. In entrambi i casi ho trovato fischi e lamentele davvero eccessive, anche perché in quel momento la partita era ancora sullo 0-0, e bastava un niente per portarla a casa. Quel niente che ha sfruttato, con buona volontà  e fortuna, il Bologna di Donandoni.